in Parlamento stanno parlando dei 2mila emendamenti al decreto liberalizzazioni. boh… chissà cosa uscirà. per orientarmi tra le norme che il Governo sta cercando di varare con una rapidità a cui non siamo abituati (e non sappiamo ancora quali riuscità a a varare), ho provato a chiedere aiuto a un gruppo di studenti dell’Università. sono studenti di Economia in Bocconi a Milano e ho parlato con i ragazzi di Jeme (Junior Enterprise Milano Economia). conoscete Jeme? è una libera Associazione di studenti, presente in diverse universita’ e parte di un network internazionale che si chiama Jade. cosa fanno queste associazioni? come fossero un’impresa, offrono al mercato, e soprattutto alle start up, consulenza e servizi a prezzi molto competitivi proprio perché offerti da giovani. ecco le foto degli studenti di Jeme e la conversazione che ho fatto con loro:

Federico Vigani

Elisabetta Lancellotti

Federica Sallorenzo

Maria Elena Manica

Luca Citino
1. cosa vuol dire liberalizzare l’economia?
non pensate all’assenza di regole. il primo paragone che può passare per la mente è il gioco del Monopoli. le regole ci sono eccome. anzi sono rigide e chiare. e c’è chi le controlla. poi però si gioca e si prova a essere tutti alla pari.
2. tutti alla pari, cosa intendete?
è uno dei punti focali del decreto liberalizzazioni, approvato il 20 gennaio dal Consiglio dei Ministri. primo step per liberalizzare è eliminare le rendite di posizione. vuol dire evitare che un gruppo professionale organizzato, come i taxisti o gli avvocati possa avere forti vantaggi economici dalle barriere all’ingresso della professione, che sono un limite alla concorrenza, e dalle tariffe stabilite per decreto, che ingessano il mercato.
3. quale sarà l’effetto immediato di queste manovre sulle nostre tasche?
non cercate di fare l’aritmetica delle liberalizzazioni. i modelli di crescita dell’economia sono complessi ed è difficile quantificare i risparmi immediati. lo scopo della manovra è un vero cambio di mentalità: spalancare le porte a chi vuole avviare un’attività, semplificare le norme, togliere i limiti ai prezzi dei servizi può avere effetti positivi sulla concorrenza e sul mercato. resta aperta la questione di chi controlla la qualità delle prestazioni. Leggi di più..
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è un nuovissimo servizio della società piemontese di recruiting Profili & Carriere, si chiama curriculum premium che è già stato testato in fase sperimentale da un gruppo di utenti. funziona così: ci si registra, si allega il cv, si sceglie tra una lista di circa 200 destinatari scelti tra i direttori risorse umane delle più importanti aziende nazionali, agenzie per il lavoro, cacciatori di teste, società di recruiting. e con un solo clic, si invia direttamente a loro la propria candidatura. il servizio è a pagamento ma il costo è contenuto: 69 euro (iva inclusa). andate subito su www.curriculumpremium.com
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NostraSignoraSostenibilità. è proprio bello questo titolo per un contest fotografico. l’ha organizzato CityVision, in collaborazione con Farm Cultural Park di Favara (Ag). conoscete questo progetto? due parole per raccontarvelo.

Favara è un piccolo paese nel sud della Sicilia: il centro storico era ormai in degrado. Farm Cultural Park è un’associazione nata con l’obiettivo di farlo diventare la seconda attrazione turistica della zona, dopo la Valle dei Templi. e ce la stanno facendo.
ma torniamo al contest che è aperto a tutti. se volete partecipare dovete registrarvi entro il 7 luglio e inviare entro il 14 una foto che immortali il concetto di sostenibilità attraverso l’utilizzo di uno scenario architettonico reale e di uno o più esseri viventi. lo scatto può essere realizzato con qualsiasi tipo di supporto e le dimensioni minime dell’immagine devono essere almeno 768px in altezza o larghezza a 300dpi, pesomassimo 4Mb. per scaricare il bando completo e iscriverv, visitate la fan page su Facebook di Cityvisionmag. l’iscrizione costa 20€ il premio è di 500€ al vincitore, + mostra fotografica dei migliori lavori al Farm + pubblicazione dei migliori lavori su CityVision mag 4. dal 15 al 25 luglio i vostri lavori saranno votati sul sito e il 26 luglio saranno proclamati i vincitori.
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concorsi, contest, varie
avete già sentito parlare della “jobless discrimination”? è quella forma di dicriminazione contro chi è disoccupato. ne parla il Time in edicola questa settimana. sembra che siano sempre di più le aziende che, pur dovendo assumere, evitano di prendere in considerazione i disoccupati. come a dire: se sei a casa da tempo, una ragione ci sarà. bella filosofia! complimenti. una volta ricordo che le imprese erano costrette ad assumere dalle liste di collocamento. questo non era giusto. sono convinta che la scelta dei talenti sia cruciale per il successo di un’impresa. e come tale debba essere più libera possibile. ma decidere a priori che chi è disoccupato non funzioni e non debba avere una chance è davvero pericoloso. non credete?
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il tasso di disoccupazione giovanile nella fascia 16-24 anni ha raggiunto il 28,6 per cento. disarmante! è oltre tre volte superiore alla media nazionale di giovani e “vecchi” insieme (8,5%). non solo: sono in aumento i cosiddetti giovani “ni-ni” (nè lavorano, nè studiano), come li chiamano in Francia o “neet” (not in employment, education or training) come li chiamano in UK. pare siano circa 2 milioni in Italia, una cifra esorbitante! allora proprio per creare un think thank di nuove idee per affrontare questo problema e aiutare i giovani a trovare un impiego, Gi Group, agenzia per il lavoro, attiva e creativ,a si è inventata il Gi Lab, un laboratorio di progetti per migliorare il mercato del lavoro dei giovani, fatto proprio dai giovani. se avete allora un’idea, una proposta su come contrastare la disoccupazione giovanile e su come sviluppare nuovi servizi nel mercato del lavoro, mandatela a Gi Group entro il 31 luglio: il vincitore avrà la possibilità di essere inserito direttamente nell’agenzia per sviluppare il suo progetto. si tratta di un’inizativa fatta che ha il patrocinio del ministero della Gioventù e collaborazione della Iulm e dell’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
(la foto è del sito job.fanpage.it)
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l’avete letto anche voi sul Corriere di ieri l’articolo sui lavori più desiderati dagli italiani? sorprendente vero? secondo l’ultima ricerca Adecco (Agenzia per il Lavoro) che ha indagato su un campione di 6mila500 persone tra i 26 e i 50 anni,
il mestiere più ambito soprattutto tra i giovani è quello dell’impiegato
. ecco perché in foto vedete la locandina di Fantozzi. pensate che solo 8 anni fa, secondo la stessa ricerca Adecco, gli italiani volevano fare gli imprenditori ma ora… tutti a caccia di sicurezze. com’è cambiato il mondo del lavoro, vero. e quel che stupisce di più è che anche i laureati (a volte addirittura con master) finiscono per sognare un posto da impiegato. cosa dobbiamo pensare: si sono infranti tutti i nostri sogni? è solo un periodo di passaggio? è colpa della precarietà che ha finito per strangolare tutti i nostri progetti? posso chiedervi cosa ne pensate?
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lo dicono tutti che la diversità, cioè l’apporto di culture, approcci e modi di lavorare diversi sono una vera ricchezza per le aziende, ma anche per chi lavora. il confronto continuo con chi è diverso non può che farti crescere e migliorare. ma mi è sembrato molto, molto interessante quest’anno il modo in cui la società di consulenza Accenture ha affrontato il tema nel suo consueto appuntamento annuale sull’impronta femminile sui paradigmi del futuro. mi è sembrato interessante proprio perchè ha rivoluzionato l’approccio: basta con la tradizionale diversity di genere, uomo e donna appunto. Accenture propone di basare la nuova diversity sui diversi profili sociologici, cioè sugli elementi di diversità delle persone nelle imprese, sulle loro diverse abitudini di consumo, sulle loro propensioni e sui comportamenti. ecco i diversi tipi così come li descrivono in Accenture:
connected people: integrano rapidamente le tecnologie più innovative nella loro vita, amano condividere le idee, privilegiano il web e il contesto urbano. in azienda sono alla ricerca di nuove forme di condivisione della conoscenza, hanno un forte orientamento al risultato e al team working.
sense people: sono grandi ascoltatori, cercano soluzioni facendo leva su intelligenza emotiva e intuito. hanno uno spiccato senso estetico. in azienda sono coloro che hanno un’elevata originalità di pensiero, usano emozioni nelle relazioni organizzative e hanno una leadership intuitiva.
mind explorer: multiculturali, interdisciplinari, sono proprietari di una nuova capacità di visione. attratti da nuovi percorsi di sviluppo, hanno forte personalità e ampia cultura. in azienda armonizzano stimoli provenienti da più fonti, hanno una una leadership profetica e una visione guidata da multidisciplinarietà.
ethic driver: organizzati e sicuri delle proprie idee, gestiscono lavoro e famiglia e si aprono a tematiche della società. sono alla ricerca di nuove forme di relazione, seguono temi di rilevanza per la società. in azienda sono capaci coniugare crescita personale e collettiva, interpretano i valori emergenti della società e adottano una sharing leadership.
experienced activist: consapevoli del ruolo chiave di sostegno che rivestono in azienda e in famiglia. portatori di nuovi valori e tradizione. valorizzano il sapere, la tradizione e il territorio. in azienda sviluppano percorsi di counseling e mentoring, hanno una spiccata capacità di negoziazione e leadership convocativa.
premium seeker: ricercatori continui di eccellenza, fanno leva su relazioni concrete e personali con creatività, riconoscono il valore delle differenze. in azienda si distinguono perché la loro è una visione progettuale e di controllo di processo, pur non rinunciando al sesto senso. capacità di selezione e charismatic leadership li caratterizzano.
io sento di appartenere, forse, ai sense people, e voi a quale tipo appartenete?
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è già partita la campagna recruiting per la prossima estate. siete pronti? l’Agenzia per il Lavoro Metis, che ha una divisione proprio dedicata al turismo, ci ha appena mandato una notizia interessante: sono 1500 le posizioni aperte in tutta Italia. tra i profili più richiesti nelle grandi città, Milano e Roma in testa, ci sono addetti al booking, receptionist, addetti alla vendita, segretarie. si tratta di profili con un alto valore di mercato, non sempre facilmente reperibili, soprattutto perché è richiesta la buona conoscenza di almeno due lingue straniere. anche se in numero più esiguo naturalmente si cercano anche profili alti e qualificati come direttori di albergo e responsabili di catene di ristorazione. –br– molte sono le richieste anche per addetti sala/bar e addetti alla cucina: camerieri di sala, commis di sala, commis di cucina, addetti al bar, chef de rang. e in questo caso le offerte si concentrano nelle località turistiche. nelle isole, in particolare in Sardegna, molte sono occasioni per animatori e bagnini mentre per addetti al controllo sicurezza e addetti alla ristorazione per strutture aeroportuali Metis avvia anche progetti di formazione attraverso Formetis. per ulteriori informazioni andate sul sito di Metis, non c’è lì un’area dedicata alla divisione ma basta che inseriate nelle parole chiave il vostro ruolo per avere tutte le offerte in tema.
* avete riconosciuto la spiaggia? siamo a Stintino e la foto l’ha scattata mio marito qualche giorno fa.
tra i recruiter c’è chi preferisce ricevere il tradizionale curriculum cartaceo, chi si guarda volentieri un video cv e chi si è convertito alla selezione dei profili sui professional network, tipo LinkedIn e, quindi, ama ricevere via mail un link al profilo on line. ma ciò che accomuna tutti è l’alta considerazione per una lettera di accompagnamento al cv o al profilo fatta veramente bene. l’ha appena rivelato una ricerca condotta dall’azienda recruiting Robert Half. è la prima cosa che tutti leggono ed è un po’ come la prima impressione che ti fai di chi hai di fronte. pare, insomma, sia fondamentale. allora come deve essere per risultare davvero efficace: «Tre consigli», dice Carlo Caporale, associate director di Robert Half. «1) mettete subito in luce una vostra caratteristica distintiva. 2) Comunicate i vostri punti di forza. 3) Se volete cambiare lavoro, esplicitate a fondo la vostra motivazione al cambiamento. Il tutto scritto in modo chiarissimo e sintetico». –br– dopo aver postato l’intervento di Caporale e la notizia della ricerca, mi è venuta voglia di andare a vedere tra i miei libri qui in ufficio se trovavo qualche approfondimento sulla lettera di accompagnamento. certo che l’ho trovato. nel bel libro a cura di Silvia Zanella Guida al lavoro (fatto in collaborazione con il sito recruiting Monster.it) c’è proprio un capitolo, anzi due dedicati alla lettera. li ho letti per voi e vi racconto le cose in più che mi sono sembrate interessanti:
* quando state per scriverla provate ai rispondere a questa domanda: “mi dica in due parole, ripeto due, cosa ha fatto fin’ora".
* e provate anche a rispondere a una domanda che si pone chi riceve il vostro cv: "perché lei vuole proprio venire a lavorare qui?" (questo forse lo diceva già Caporale).
* poi dividete in blocchi concettuali il testo (tipo in uno chi siete, in un altro cosa vi differenzia e in un altro perché volete lavorare li);
* indirizzate la lettera non alla direzione del personale ma a una persona specifica;
* se rispondete a un annuncio, non dimenticate il riferimento al codice dell’annuncio;
* usate un linguaggio molto diretto, quasi da conversazione.
* non superate mai le 20 righe.
* se vi chiedono di scriverla a mano, siate naturali. non sforzatevi di scrivere bene per forza.
e ora… in bocca al lupo!

li avete visti per le strade di Milano in questi giorni? erano extracomunitari "assoldati" da Seletti per proporre alla città, in veste di "vù cumprà", i nuovissimi oggetti design di questo brand molto innovativo. beh è stato un modo davvero creativo e inedito di presentarsi al mercato (e di "generare" lavoro).