Lavori in corsa

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oggi lascio la parola a Lucia Giovannini (lei ha un Doctorate in Psychology e Counselling, un Bachelor in PsychoAntropology ed è membro dell’American Psychological Association). sì perché di questi tempi, come ho già avuto modo di dirvi, chi ha un lavoro lavora tanto. e gli si chiede sempre di più.

«Spesso quando ci chiedono di diventare più produttivi sentiamo una stretta allo stomaco pensando al carico di lavoro e allo stress che questo comporta. E se ci fosse un modo per diventare superproduttivi in maniera rilassata? C’è una bella novità: puoi essere follemente produttivo e continuare a respirare il profumo dei fiori, assaggiare un buon bicchiere di vino o goderti un abbraccio. Alcuni giorni fa mi è stato detto “sei una delle persone più produttive che conosca e continui a sorridere e sembri anche così rilassata. Come ci riesci?” Come scrivo in maniera più approfondita nel mio libro Mi merito il meglio, credo che l’alta produttività non consista nel “fare”, ma nell’ “essere”. Se vuoi essere molto produttivo/a – e continuare a goderti la vita – hai bisogno di osservare come vivi la vita ed al modo in cui usi la tua mente. Ecco cinque suggerimenti:

1 – Crea la pace dentro di te
La maggior parte delle persone vive in uno stato costante di conflitto interiore e soffre a causa dei pensieri negativi che sabotano la produttività. Leggi di più..

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l’ho appena letto su Time e non potevo non raccontarvelo:
a New York, un’azienda del settore immobiliare, Rapid Realty, ha offerto un aumento di stipendio del 15 per cento a chi, tra gli 800 dipendenti, è disponibile a farsi tatuare il logo dell’azienda sul corpo.
40 di loro hanno accettato l’offerta.
nessun obbligo né sulle dimensioni del logo né sulla parte del corpo da scegliere. per esempio qualcuno l’ha fatto dietro l’orecchio.
i dirigenti raccontano di aver preso l’idea da uno dei dipendenti. «fu lui a dirci che si era fatto tatuare il nostro logo sul braccio. ed era certamente uno dei nostri collaboratori più attivi e motivati». e così abbiamo deciso di proporlo a tutti.

non ho resistito: appena finito l’articolo la prima cosa che ho pensato di fare è un sondaggio qui in redazione. be’ su una ventina di presenti 4 mi hanno detto sì.
tante, quasi tutte direi, hanno rilanciato: «lo farei ma solo per il 50 per cento in più».

e voi che ne dite?

quali possono essere le ragioni vere che inducono un’azienda a farti una proposta così? qualcuno dice che è motivante vedere il logo sul proprio braccio,  qualcuno ammette che il tatuaggio è un “remind to work harder”. ma… sarà!

be’ in ogni caso, basta pensare che a migliaia di chilometri di distanza siamo qui anche noi a parlare di loro.

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è un libro nato da un corso organizzato allo Ied da Alessandro Rimassa e Mario Pellizzari. «il corso Personal Jobbing ha avuto così tanto successo», mi ha detto Alessandro, «che abbiamo pensato di trasformarlo in un e-book e di metterlo a disposizione gratuitamente in rete.
è utile a chi vuole costruire una propria storia professionale di successo, con contenuti di personal branding, counseling e storytelling». Leggi di più..

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«chiediamo a chi ci governa di scommettere su di noi, di guidare una nuova rivoluzione industriale che, grazie alla rete, porti di nuovo l’Italia a creare ricchezza e lavoro. il nostro Paese ha un potenziale enorme di crescita nell’economia di Internet».

chi sono i Wwworkers lo sapete tutti, vero? sono coloro che lavorano in contesti digitali, ossia sul web, con il web, per il web. sono 700mila in Italia, ma vengono ancora trattati come misteriosi innovatori. creano oltre il 2% del PIL, ma sembrano ancora invisibili. sono imprenditori e professionisti che operano con le nuove tecnologie ma anche artigiani e commercianti che approdano online per vendere all’estero e internazionalizzare l’impresa.

in questi giorni proprio loro hanno presentato un interessante manifesto con dieci azioni (che leggete nell’infografica sopra) necessarie per portare l’Italia nell’economia digitale.
e io vi propongo questo manifesto come riflessione del fine settimana prima del voto: leggete con attenzione le richieste e poi diteci (anzi diteVI) qual è lo schieramento che meglio potrebbe assolvere a queste richieste? Leggi di più..

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se sei nata sotto il segno dell’Ariete, questa settimana è meglio che ti alleni per imparare a fare un pitch (una mini presentazione di te stessa o della tua idea di business).
se invece sei dei Pesci, prova a trasformare subito il tuo cv in un’infografica.
se sei della Bilancia, comincia da oggi a fare rete con altre donne usando i nuovi, nuovissimi network femminili…

è molto utile e interessante l’idea di questa settimana della nostra astrocoach Gioia Gottini. nel suo oroscopo di stamattina, segno per segno, consiglia a tutte noi che cosa fare per aumentare le chance di trovare un lavoro, per avere più visibilità sul mercato, per cominciare da subito a progettare un futuro. e i suoi non sono consigli generici ma pratici, praticissimi. tutti con un link diretto per trasformare al volo le parole in fatti.

ma… non voglio toglierle la parola. ecco subito il link del sito di Gioia dove troverete mille spunti. anzi forse uno solo, il più adatto al vostro piano astrale di questa settimana dal 18 al 24 febbraio 2013.
pronte a far fiorire la vostra mente di idee, come ci suggerisce la foto di apertura?

 

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Come si ‘collavora’: i modelli organizzativi del futuroè il titolo di un bellissimo workshop gratuito che si terrà l’11 febbraio, lunedì prossimo, al BotteGas di Milano, in via Colletta 31 a partire dalle 7 e mezzo di sera.

a organizzarlo ci ha pensato CoCoLab. vi ricordate? è quel laboratorio di condivisione e confronto sui temi della conoscenza di cui vi ho spesso parlato.

ecco come mi presenta il workshop l’amica Sabrina Bussolati:
«Uno dei chiodi fissi di CoCoLab è il cambiamento di prospettiva. Questa volta vi proponiamo di cambiare punto di vista sul lavoro, o perlomeno sul modo di pensarlo e organizzarlo: punto focale della nuova “collavorazione” è rimettere l’uomo e le sue relazioni al centro, in una specie di nuovo umanesimo in chiave 2.0.

Guest della serata sarà Nicola Palmarini, l’eclettico direttore dello Human Centric Solutions Center Europe di Ibm; libero pensatore e appassionato di reti sociali, internet delle cose, design dell’interazione… Dal suo profilo twitter: “I care about others as humans: all what they do matters to me”. È autore di Lavorare o collaborare? Networking sociale e modelli organizzativi del futuro (Egea, €25,08).
Insieme a lui, Jacopo Tondelli, direttore responsabile de Linkiesta, vera startup di quotidiano digitale di approfondimento.

Insieme ragioneranno con i partecipanti sulle motivazioni profonde per sostituire la parola lavorare con collaborare. E per coniare un neologismo: ‘collavorare’. Dove il cambiamento nel vocabolario è solo l’espressione di un processo in atto, che riconosce l’insufficienza e l’inefficacia dei modelli organizzativi esistenti per contenere la complessità del lavoro odierno.

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Fucking Monday. Corso di sopravvivenza in ufficio di Matteo Marini (De Vecchi, €9,90).

in tempo di crisi è difficile trovare lavoro, è vero. ma guardate che in questo periodo anche chi ce l’ha, non naviga in acque particolarmente tranquille.

mi dice Matteo Marini, l’autore del libro: «se già erano poche, prima, le aziende che capivano l’importanza del clima aziendale per ottenere le migliori performance, e pochissimi i capi che investivano davvero sul benessere dei loro dipendenti, adesso che c’è la crisi la situazione è precipitata. il livello d’ansia è cresciuto e sono aumentate le patologie da stress». Leggi di più..

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sono un po’ stanca di sentirlo dire:
il Paese perde una risorsa importante non facendo lavorare le donne,
le donne sono meglio degli uomini: negli studi ottengono risultati migliori e in tempi piu’ brevi ecc ecc

anche oggi sul Corriere della Sera (a casa colpita da questo orribile virus influenzale sono riuscita a leggere solo questo) il fondo e’ dedicato a questo tema.

per fortuna pero’ sul finire dell’articolo ci sono due proposte serie.
1) detassare il lavoro delle donne in modo tale che le aziende siano incentivate ad assumerle.
2) facilitare il part time che nei Paesi nordici, dove le donne che lavorano sono tantissime, e’ molto diffuso anche per le posizioni dirigenziali.

la proposta 1 la ritengo interessante ma, come le quote rosa, la vorrei solo per un periodo di passaggio. il periodo necessario a cambiare la cultura di questo Paese. poi altrimenti rischia di rivelarsi una discriminazione al contrario. io, nel migliore dei mondi possibili, preferisco che le aziende assumano sempre per merito, non per sesso.
la proposta numero due, quella sul part time, mi trova assolutamente d’accordo.  nelle aziende e’ ancora cosi’ difficile ottenerlo!

e voi… che cosa ne pensate?
quali sono secondo voi gli schieramenti politici delle prossime elezioni che potrebbero fare qualcosa di davvero utile per le donne?

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ho fatto un’intervista interessante in questi giorni.

Marco Masella (non è lui in foto), presidente della Scuola di Palo Alto, la business school specializzata in Talent Management di Milano, mi ha invitato per una chiacchierata. sta organizzando un grande evento a Milano a marzo. si chiama Positive Business Forum. e verranno qui i maggiori esponenti del Positive Business Thinking, appunto, un innovativo modello di pensiero che mette al centro la solidità e il benessere dell’individuo che può diventare una leva strategica prima di tutto per la tua felicità personale ma anche per la crescita delle imprese e dell’economia (ecco l’aspetto business).
niente a che vedere con il cuor contento, con il penso positivo a ogni costo. qui c’è un fondamento di scientificità.

il primo concetto che mi ha colpito durante la chiacchierata e su cui stamattina voglio proporvi di riflettere è quello dell’impotenza appresa. è un concetto negativo ovviamente, è una tendenza che si va diffondendo. quella che ci fa sentire appunto impotenti, rassegnati di fronte all’accadere delle cose. incapaci di cambiarle.
che sia la politica, l’economia… fino alle cose più semplici come le relazioni con i colleghi o il partner:
è sempre vero che non possiamo fare nulla per cambiare?
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Crea il lavoro che vuoi di Lucia Giovannini è un nuovissimo ebook della collana Sperling Tips, disponibile proprio da oggi on line.
è un testo pratico fatto di esercizi per chi sta scegliendo il suo percorso professionale o per chi lo sta reinventando; per chi cerca un posto e per chi non è più soddisfatto al 100 per cento di ciò che fa.
passiamo troppo tempo al lavoro per poterci permettere di essere demotivati, delusi o annoiati. eppure, lo scrivevo anche qualche giorno fa, a volte diventa difficile capire che cosa desideriamo davvero fare, al di là dello stipendio. nel gioco della routine quotidiana, perdiamo facilmente la capacità di riconoscere i progetti che ci entusiasmano, e non riusciamo neanche più a capire quali sono le cose in cui siamo davvero bravi.
è questo il punto di partenza del testo di Lucia Giovannini psicologa, coach e trainer di fama. lei, per affrontare il problema, ci consiglia di usare alcune tecniche molto concrete che si sono rivelate estremamente efficaci con migliaia di persone. con un unico obiettivo: trovare il modo per valorizzare i nostri talenti (tutti ne abbiamo), sfruttare le nostre passioni, potenziare le nostre capacità per realizzare i nostri sogni e mettere qualcosa di unico in quello che facciamo.
quasi quasi lo scarico anch’io!

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