Lavori in corsa

Categoria: ci sono aziende che…

della legge del lavoro si è detto un po’ di tutto. soprattutto si è parlato di licenziamenti. ma voi che idea vi siete fatti di questa riforma?

io che, come vedete in foto, ho una bimba ancora piccina ma che sarà interessata presto a scoprire come va il mercato del lavoro (visto che le raccomando sempre di essere autonoma e di non confidare mai troppo nel classico marito ricco), per capire qualcosa ho seguito almeno tre giornate di approfondimento organizzate dagli studi legali specializzati in diritto del lavoro piu’ noti a Milano, ho letto il testo di legge (senza capire spesso il legalese) e tutti gli speciali dedicati all’argomento da Il Sole 24 Ore.
ecco in qualche puntata che cosa ho capito.

la novità forte introdotta dalla legge Fornero l’ha ben sintetizzata Pietro Ichino, avvocato giuslavorista, senatore Pd:
«fino a oggi il low performer (il lavativo, tradotto in parole facili, ndr) in un’azienda era praticamente inamovibile. ora il licenziamento per scarso rendimento è diventato possibile. attenzione, non facile ma possibile, grazie alla facoltà di unire la giusta causa con il licenziamento per motivi economici e produttivi».
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Categorie: ci sono aziende che...corsi di formazionelavorare nelle grandi aziende

con il progetto Giovani & lavoro. IT fattore abilitante Microsoft si occupa della formazione di 3.000 giovani che fanno parte delle Comunità di accoglienza sparse per il territorio. e lo fa in collaborazione con la Fondazione Adecco per le Pari Opportunità e con il Cnca cioè il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza.

cosa significa in concreto? che questi tre enti insieme si occuperanno dell’alfabetizzazione informatica dei ragazzi, dei corsi di inserimento al lavoro per preparare un curriculum vitae efficace, dell’aiuto alla selezione delle offerte di lavoro, della preparazione ai colloqui, dell’avviamento al lavoro o del supporto per iniziare un’attività in proprio. la tecnologia è certamente un bel fattore abilitante nella ricerca del lavoro. e questo progetto ha davvero un bell’obiettivo in un momento in cui la disoccupazione giovanile ha raggiunto il 36%.
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Job Creation è un progetto concreto per favorire l’occupazione dei giovani. lo lancia Mcz Group insieme ad Eures, il servizio europeo per la mobilità professionale. diciamo la verità: la responsabilità sociale in tempo di crisi prende forme insolite.

l’azienda è della provincia di Pordenone e produce manufatti in cemento tra cui caminetti, barbecue in muratura… dal 2011 è anche entrata nel business delle energie rinnovabili. ora, destinando all’iniziativa il budget dei regali di Natale, lancia questo bando, interessantissimo secondo me, per assegnare a giovani talenti under 30 un contributo per le loro prime esperienze di lavoro all’estero. l’obiettivo è offrire l’opportunità di arricchire il proprio cv, in un momento in cui la disoccupazione giovanile ha raggiunto il suo record storico (36,2 %, secondo i dati Istat di luglio 2012 per la fascia 15-24 anni).

il bando, aperto fino al 31 ottobre 2012, si può consultare sul sito di Mcz Group (dove ci sono anche degli annunci di lavoro dall’Europa). e sono 10 i contributi di 2.500 euro l’uno a disposizione dei giovani disoccupati che intendono vivere la loro prima esperienza di lavoro in Europa. lo dicono tutti, che un’esperienza all’estero è un plus, un elemento chiave per arricchire il cv. e questa sovvenzione può essere davvero un aiuto iniziale per affrontare le prime spese, come viaggio, affitto, corsi di lingua o altro, per fare un’esperienza di lavoro che deve essere almeno di almeno 4 mesi.

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LinkedIn ci svela le aziende più attrattive per i giovani. e poi offre consigli alle imprese che vogliono usare i social per diventare più attrattive per i talenti.

be’… direi interessante!
anche perché sono rimasta un po’ perplessa ieri nel leggere l’articolo di Daniele Auteri su Repubblica: citando una ricerca di Robert Half, la società di recruitment più antica al mondo, diceva che i social media come Facebook o Linkedin non sono efficaci come strumenti di reclutamento del personale. e pare lo dica il 59 per cento dei direttori risorse umane. bah… che strano! ne conosco tanti ormai e tutti dicono che i social sono ormai una delle loro fonti recruiting più battute. per fortuna però nell’articolo hanno intervistato Francesca Parviero, la nostra amata personal jobber. sentite un po’ cosa dice:
«la verità è che sviluppare piattaforme che sappiano scovare i talenti attraverso il web è molto più efficace e soprattutto molto più economico per un’azienda piuttosto che affidarsi a una società di recruitment. in genere le grandi multinazionali ma anche le medie aziende italiane in forte crescita, specializzate nel settore dei servizi, si stanno aprendo a questi strumenti».
grande Francesca. un bell’affondo, non credete?
è forse che conviene alle società di recruiting sostenere che i social non siano efficaci?

ma torniamo alla ricerca di LinkedIn:
secondo loro, i professionisti di oggi non soltanto cercano lavoro online e inviano curriculum via email. il “social” è diventato il loro habitat naturale. usano, infatti, network professionali e sociali per cercare aziende, scoprire trend e notizie in esclusiva sulle carriere di colleghi, amici e familiari. e io credo che questo sia profondamente vero.  soprattutto se si parla di giovani, di studenti…
una recente ricerca mostra come più del 35% degli studenti pianifichi l’utilizzo di LinkedIn come fonte primaria di ricerca di lavoro, con una crescita del 700% dal 2010 a oggi.
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Cibando è un’interessante startup italiana che cresce, cresce a ritmi vertiginosi. e quindi sta assumendo. la novità è che cerca soprattutto donne per rafforzare il suo team di vendita. oltre a qualche giovane creativo, tipo fotografi, videomakers, giornalisti freelance che possono collaborare con Cibando per aiutarla a crescere.
io lo dico da un po’: se cercate lavoro, non limitate la vostra ricerca alle grandi aziende. oggi le giovani imprese innovative, quelle del mondo digital in primis, offrono chance interessanti ai giovani. sono realtà dinamiche, dove si impara a fare un po’ di tutto, anzi… dove si impara la cosa più bella del mondo: a lavorare con entusiasmo.
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la notizia in rete sta già circolando. sono un po’ in ritardo. sorry. la Samsung sta cercando worldwide un centinaio di blogger di talento (io direi di video blogger, visto il tipo di selezione) da mandare alle Olimpiadi di Londra 2012. candidatevi e se sarete selezionati, le racconterete voi su un blog dedicato e le condividerete sui social.

per le candidature, Samsung ha già lanciato da qualche giorno una piattaforma digitale. la selezione sarà divisa in due fasi. prima dovrete presentare un video di 30 secondi in cui spiegate perché meritate di essere scelti per Londra. il video sarà giudicato sulla base del vostro entusiasmo e della vostra creatività. chi passa alla seconda fase dovrà creare un reportage video, selezionato poi da una commissione di esperti.
pronti a caricare la vostra videocandidatura entro il 6 maggio?
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un week end in Spa. un’escursione in montagna. una gita in barca vela, due giorni d’immersioni, una pausa in un’agriturismo, la visita a una capitale. e chi più ne ha più ne metta. avete in mente vero quei cofanetti regalo con in dono un’esperienza? bene, non ve li sto proponendo come idea regalo. ma come un’opportunità di lavoro. avete capito bene. sì, perché Emozione3 una delle società che offre appunto questi gift pack, sta cercando qualcuno “disposto” a provare le esperienze prima di proporle. e vi pagherebbero per farlo.
questo qualcuno è appunto il prova esperienze. forse stiamo parlando di un bel lavoro dei sogni, non credete?
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ho appena chiuso un numero ciclopico di Glamour. quello di aprile, più ciclopico del solito perché compiamo 20 anni. scusate, questa è la ragione per cui da qualche giorno latito. ma finalmente rieccomi. l’articolo che ho appena consegnato al direttore – sono sicura – vi piacerà, meglio vi interesserà. parla di settori in cui, a dispetto della crisi, le aziende assumono. ma parla anche di professioni nuove.
tra le imprese che ho visitato per scriverlo, quella che più mi ha colpito è la Kerakoll di Sassuolo, in provincia di Modena. produce colle, pitture e materiali per l’edilizia green. mi racconta Gian Luca Sghedoni, amministratore delegato: «questa azienda l’ha fondata mio padre nel ’68. qui tutti producevano piastrelle. lui pensò di diversificare. e noi proseguiamo la tradizione continuando a innovare con un’attenzione speciale alla salute di chi lavora questi materiali, prima, e poi di chi se li trova in casa, sotto il parquet e la moquette o sui muri. la nostra vocazione green risale al 2000 anche se l’abbiamo ufficializzata solo due anni fa. noi investiamo in ricerca e sviluppo più del 5 per cento del nostro fatturato e a giugno inauguriamo un nuovissimo green lab proprio dedicato alla ricerca». qui sotto vedete le foto del cantiere che siamo andati a visitare a febbraio (con la neve).

è bello entrare nelle imprese che proprio in questo momento stanno comunque investendo sul futuro. pensate che Kerakoll assumerà un centinaio di ricercatori per il nuovo laboratorio. e assumerà anche 30 giovani talenti neolaureati in Economia da far crescere in azienda per poi affidare loro lo sviluppo di alcuni mercati stranieri, soprattutto in Medio Oriente, in India e in Sud America.
«faccio io tutti i colloqui di assunzione in azienda», mi racconta Sghedoni. «il successo di un’impresa dipende dalla somma dei talenti che ci lavorano. noi crediamo moltissimo nei giovani, li responsabilizziamo subito, li facciamo crescere. qui l’età media è 33 anni. il buongiorno si vede dal mattino: se uno è bravo all’inizio, conviene investire su di lui».
se volete candidarvi per lavorare qui entrate nel sito della Kerakoll, alla pagina lavoro.

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gli auguri di un buon 2012 vorrei farveli con una notizia positiva. che bello in tempo di crisi fare un giro in un’azienda che sta superinvestendo nel futuro. prima di Natale l’ad di Vodafone, Paolo Bertoluzzo, ha invitato un gruppo di giornalisti per gli auguri e ci ha accolto in quella che da maggio prossimo diventerà la loro sede. c’era la nebbia, ahimé e le mie foto non sono granché ma eccole giusto per darvi un’idea…
nel nuovissimo Vodafone Village, che rappresenta in questo momento il piu’ grande investimento Vodafone nel mondo, ci staranno 3mila persone. si tratta di un edificio ecosostenibile, con un giardino fotovoltaico di 300 mq sul tetto, una centrale di cogenerazione dell’energia, con l’obiettivo di dimezzare l’impatto in termini di CO2. addirittura l’edificio e’ costruito con un cemento fotocatalitico che assorbe lo smog.
un altro aspetto interessante e’ che si tratta di un villaggio aperto dove ci saranno negozi di ogni tipo e un teatro disponibile anche alle convention di altre imprese. ma soprattutto alcune delle strutture dell’azienda saranno proprio aperte e disponibili ai clienti: un call center sara’ visitabile dai clienti che potranno esporre direttamente le loro problematiche agli operatori. mi ha colpito anche la mensa, aperta, luminosa e dove c’e’ una cucina a parte che prepara solo menu’ per celiaci.

 

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Ecco il team di Blomming

conoscete Blomming? non è nuovissimo, lo so. forse ne abbiamo anche già parlato, è nato a fine 2010 ma in questi giorni il sito presenta una nuova vetrina http://blomming.com/buy con più di 22mila pezzi realizzati o selezionati da più di 2.100 giovani artisti, stilisti e designer indipendenti.
comunque per chi non lo sapesse, si tratta della prima piattaforma che ha portato in Italia il social shopping. vi dà la possibilità di creare im modo easy un vostro negozio direttamente su Facebook e di proporre ai vostri contatti, e non solo, le vostre creazioni. è per questo che ve lo racconto: Blomming è davvero una vetrina 2.0 disponibile per chiunque voglia farsi conoscere in tutto il mondo (grazie al supporto per la lingua inglese, italiana e ora anche spagnola) e condividere in ottica “social” le proprie creazioni su Facebook. (beh oltretutto qui trovate un sacco di idee per un regalo di Natale originale e insolito). e adesso vediamo cosa ne pensano i blommers (e quel che mi colpisce e’ che le testimonianze non sono solo di giovani creativi, ma usano Blomming anche i negozi più tradizionali d’arredo). beh leggete voi:
Hibu (Alessandro Acerra, Milano) magliette come quadri.
http://blomming.com/mm/hibu/items: “ho scelto Blomming per la grande funzionalità di vendita, oltre che per la grafica fresca e pulita, cosa che per quanto mi riguarda è fondamentale nel web di avanguardia oggi”.
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