Lavori in corsa

Archivio: agosto 2012

il corso On Air. Scopri le regole della Tv dura una sola giornata e consente di imparare qualche trucco del mestiere dai professionisti della televisione. è organizzato da Komax, una società di Milano che si occupa di formazione nell’ambito delle nuove professioni.

come si possono valorizzare le proprie capacità di fronte a una telecamera?
come si fa a bucare il video?
come si deve usare la voce per non annoiare chi ascolta?

sarà una docente d’eccezione a rispondere a queste domande: la giornalista Stefania Cavallaro, vice caporedattore di Studio Aperto, per cui cura le edizioni del telegiornale. e nota anche per trasmissioni quali Lucignolo, L’alieno, Live…
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Inside hat master è il primo master che ha l’obiettivo di insegnare ai giovani il mestiere di Mastro Cappellaio. vivrete un’esperienza a 360 gradi in una fabbrica specializzata come il Cappellificio Cervo, storica azienda del biellese. lavorerete a fianco di maestri artigiani che vi insegneranno a realizzare un prodotto unico, come ogni cappello Barbisio.

dalla storia alla tecnica, dalle strategie di design a quelle di vendita, il master ha l’obiettivo di far apprendere l’importanza storica e culturale del cappello nel settore moda e design e insegnare a realizzarlo seguendo i processi manuali e artigianali che da 250 anni si tramandano all’interno dello stabilimento biellese.

il corso, realizzato in collaborazione con il polo formativo specializzato nel tessile di Città Studi Biella e con il contributo della Camera di Commercio, inizia il 17 settembre e termina il 21, con questi orari: dalle 9 alle 13 e dalle 14.30 alle 18.30. costa 721 euro (+ IVA al 21%). il termine per le iscrizioni è il 10 settembre e tutte le info per iscriversi le trovate sul sito cittàstudi.

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l’ultima puntata dedicata alla legge Fornero (spiegata alla mia bambina, ecco perche’ rimetto la sua foto) la dedico a due argomenti: l’Aspi, l’Assicurazione Sociale per l’Impiego e le dimissioni in bianco.
nelle puntate precedenti, ho parlato di licenziamenti, di contratto di Apprendistato, di stage, di contratto a Tempo Determinato, di contratto a Progetto e di cosiddette Partite Iva.

di Aspi ho parlato con l’avvocato Emanuela Nespoli dello Studio Toffoletto De Luca Tamajo e Soci
«in materia di ammortizzatori sociali (alias sussidi di disoccupazione) la legge ha fatto ordine. ha infatti istituito un’unica Assicurazione Sociale per l’Impiego, chiamata Aspi, finanziata in parte da quel contributo aggiuntivo dell’1,4 per cento sulla retribuzione previsto per i contratti a tempo determinato a carico delle aziende. se sei licenziato, hai dunque diritto a un sussidio, che dovrai chiedere entro due mesi dal licenziamento. a quanto ammonta? È circa il 75 per cento della retribuzione (ma non più di 1.100 euro al mese), durerà massimo 18 mesi ma va calando nel tempo per evitare che tu ti adagi e non cerchi un altro lavoro: -15 per cento dopo i primi 6 mesi e un altro -15 dopo altri sei. l’Aspi naturalmente decade se trovi un posto o rifiuti un corso o un’offerta di lavoro che sia entro i 50 km da casa tua. Se avvii un’impresa o intraprendi un lavoro autonomo nel triennio 2013-2016, puoi chiedere la liquidazione dell’Aspi come agevolazione alla tua attività.
e la notizia interessante è che anche chi ha un contratto precario può avere un’indennità una tantum che non può superare i 6 mila euro circa».

dell’argomento dimissioni in bianco, invece, ho parlato con una cara amica, l’avvocato Donatella Cungi, sempre dello Studio Toffoletto De Luca Tamajo e soci. «la legge Fornero combatte il fenomeno delle dimissioni in bianco, spesso imposte dalle aziende all’atto dell’assunzione. Per la prima volta la legge impone che le dimissioni di una donna (o uomo) entro tre anni dalla nascita del bambino o dalla sua adozione, siano convalidate da un ufficio territoriale del lavoro. Ed è prevista anche una sanzione dai 5 ai 30 mila euro per l’azienda incriminata che abusi del foglio firmato in bianco».

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i due abusi più frequenti delle aziende, in tema di contratti e lavoro, riguardano spesso il contratto a Progetto e le finte Partite Iva. che in realtà, nella maggior parte dei casi nascondono vere e proprie assunzioni a tempo indeterminato. alzi la mano chi non conosce qualcuno che, pur avendo uno di questi due inquadramenti contrattuali, di fatto né sta portando avanti un progetto, né svolge un lavoro autonomo.

proprio per evitare questi abusi, la legge Fornero ha cercato di limitare l’uso di entrambe le forme contrattuali.
dopo aver parlato della legge nelle precedenti puntate, e in particolare di licenziamenti, di contratto di Apprendistato, di stage, di contratto a Tempo Determinato, vediamo come la Fornero è intervenuta in questa materia.

parliamo di contratto a Progetto con l’avvocato Aldo Bottini dello Studio Toffoletto De Luca Tamajo e Soci
«non sarà più così semplice per un’azienda proporvi un contratto a Progetto. per farlo dovrà dare una spiegazione molto più precisa del tipo di progetto. questo progetto dovrà avere un inizio e una fine ben identificati e un risultato tangibile. e prevedere un’attività diversa dall’oggetto sociale dell’azienda. per intenderci, non potrete più fare qualcosa di troppo simile agli altri dipendenti dell’azienda».

di cosiddette Partite Iva, invece, parliamo con l’avvocato Fabrizio Daverio dello studio Daverio & Florio
«hai ragione Nicoletta, le partite Iva, quelle finte, sono nel mirino della Riforma Fornero, perché ritenute responsabili di uno degli abusi più frequenti delle aziende. spessissimo infatti nascondono un contratto subordinato. che cosa succederà ora?
chi non e’ iscritto a un Ordine, lavora più di 8 mesi con la stessa azienda e le fattura l’80 per cento del suo guadagno (e non più di 18 mila euro lordi all’anno), vedrà probabilmente finire questo contratto professionale, che in realtà è di dipendenza. l’impresa, infatti, se avrà ancora bisogno del contributodi quel professionista dovrà fargli un contratto di assunzione.
certo, il vero rischio, oggi, è che le aziende che non stanno certo passando un periodo facile e florido, non trasformino tutte queste consulenze in assunzioni: il costo del lavoro sarebbe eccessivo. e la disoccupazione potrebbe ulteriormente aumentare».
speriamo non accada!

*nella bella foto di Silvio Fabrizio Turrà, vedete Luisa De Felice, 27 anni, che lavora con un contratto a Progetto in un’azienda di moda.

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il tema di questa puntata di spiegazione della legge Fornero riguarda il contratto a tempo determinato. nelle tre puntate precendenti ho parlato di licenziamenti, contratto di Apprendistato e stage.

 

ne ho parlato con l’avvocato Fabrizio Daverio, socio fondatore dello Studio Daverio & Florio.

«il lavoro “a termine” non può andare oltre i 36 mesi. inoltre, la Riforma del mercato del lavoro ribadisce che il contratto di lavoro “normale” è quello a tempo indeterminato. per dissuadere le aziende dall’abusare del contratto a termine, la riforma prevede che l’azienda paghi all’Inps un contributo aggiuntivo dell’1,4 per cento (che andrà a finanziare l’Assicurazione Sociale per l’Impiego di cui parliamo più avanti). ne saranno esenti solo le aziende che lo usano per proporti la sostituzione di un dipendente o se sei un vero lavoratore stagionale. sono aumentati i tempi dell’intervallo da un contratto a termine all’altro: da 10 sono passati a 60 giorni per un contratto con meno di 6 mesi e da 20 giorni si è passati a 90 per i contratti oltre i 6 mesi».

*nella bella foto di Silvio Fabrizio Turra’, c’è Benedetta Riva, 25 anni. Ha un contratto a Tempo Determinato (anzi aveva nel momento in cui l’abbiamo fotografata perche’ ora ha gia’ un contratto a tempo indeterminato) alla Henkel.

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cosa accade allo stage con la Riforma del Lavoro. è la domanda a cui vorrei rispondere con la terza puntata breve dedicata alla legge Fornero.
cliccate su questi link se volete leggere la puntata dedicata al licenziamento e quella dedicata all’apprendistato.

intanto vediamo lo stage. ne ho parlato con Eleonora Voltolina , direttore de La repubblica degli stagisti.

«la Riforma non è risolutiva per gli stage, ma rimanda la definizione delle linee guida alla Conferenza Stato Regioni, che dovrà esprimersi entro 6 mesi dall’entrata in vigore della legge.
è importante però che sia stato definito che lo stage dovrà prevedere una “congrua indennità”, cioè dovrà essere retribuito anche se non viene definita nessuna cifra minima.
e soprattutto, sono importanti i due principi generali che la legge stabilisce:
1) l’esigenza di valorizzare altre forme di accesso al mercato, cioè l’apprendistato;
2) l’esigenza di evitare gli abusi nell’uso dello stage.
come questo si tradurrà in pratica non lo so, ma si cercherà di evitare il ricorso indiscriminato al tirocinio. interessante è anche che per la prima volta siano previste sanzioni per le aziende anche se, ahimè, solo limitate alla mancanza del rimborso».

*nella bella foto, scattata da Silvio Fabrizio Turra’ Martina Zraly, 24 anni, e dietro Ylenia Molinari, 21. entrambe stanno facendo uno stage. Martina dopo una laurea in Giurisprudenza, e’ all’Ambasciata di Svezia. e Ylenia lavora in Privalia (vendite evento) con il ruolo di campaign coordinator.

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dopo la prima puntata sulla legge del lavoro (spiegata alla mia bambina), eccoci al secondo round dedicato al Contratto di Apprendistato.

è una delle grandissime novità della legge, secondo me. e se n’ è parlato ancora troppo poco. a dire la verità, la legge Fornero si  è limitata a confermare l’esistenza di questo contratto che già era entrato in vigore da qualche mese. all’inizio del processo elaborativo della legge, pero’, qualcuno aveva proposto di abolirlo a favore del Contratto Unico di Inserimento. ma poi non si è fatto nulla.
e ora questo Contratto di Apprendistato è legge con tutta la sua portata innovativa.

ho chiesto a Enrica Carminati, ricercatrice Adapt (l’Associazione per gli Studi Internazionali e Comparati sul Diritto del lavoro e sulle Relazioni industriali, quella fondata da Biagi per intenderci ) di raccontarcelo.

«il Governo punta sul contratto di apprendistato proprio come primo canale di accesso al mercato del lavoro. può durare da 6 mesi fino a 5 anni e, oltre a prevedere sgravi economici per le imprese (contributi al 10 per cento e all’1,5 per cento per le piccole aziende), garantisce il lavoratore in caso di malattia, infortunio e maternità. ci sono 4 tipi di apprendistato:
1) per chi ha dai 15 ai 25 anni e ha lasciato la scuola. In questi casi, il giovane alterna periodi di studio e di lavoro per potere accedere a un diploma e inserirsi nel mercato del lavoro;
2) l’apprendistato professionalizzante, il più noto, quello nato per gli artigiani e oggi esteso anche all’industria e al commercio, che ti consente di imparare un mestiere sul campo;
3) l’apprendistato di alta formazione per chi deve ancora acquisire una laurea e può cominciare subito ad alternare periodi di studio e di lavoro;
4) infine quello di ricerca per chi ha già una laurea o un master e viene inserito in azienda con la qualifica di ricercatore.

se volete saperne di piu’, sul sito fareapprendistato.it aziende e lavoratori possono trovare tutte le info su questo contratto e persino dialogare direttamente con noi di Adapt».

anche in questo caso, posso chiedervi cosa ne pensate?
quante persone conoscete che hanno questo contratto?
e pensate che le aziende lo applicheranno invece dei contratti a progetto o delle finte partite iva?

nella foto, Giulia Grossi: ha 24 anni e lavora in Deloitte con un Contratto di Apprendistato.

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sarà dal 4 al 7 ottobre l’Internet festival 2012 di Pisa, dal titolo Forme di futuro. e il Social Media Team sta cercando 20 reporter da lanciare in Rete.

il festival, dicono gli organizzatori, è un evento che trasformerà la città toscana in un grande palcoscenico su cui, per quattro giorni, andrà in scena il futuro del web. oltre cento gli esperti attesi – influencer emergenti, noti opinionisti, imprenditori, politici, ricercatori, top user, artisti ma anche semplici appassionati – provenienti da tutto il mondo e che si ritroveranno a Pisa per indagare gli scenari e le tendenze in progress della Rete.

se ami il web, se per te i social non han segreti e lavorare “on-the-go” è il tuo sogno nel cassetto, questa e’ un’ottima occasione per metterti alla prova.
20 i posti in palio, abbiamo detto, con tre ruoli diversi: Social Media Reporter, Photographer, Videomaker. un team giovane e dinamico che avrà il compito di raccontare, in tempo reale, attraverso foto, video e contributi editoriali, il Festival in ogni suo bit. a ciascun membro del Social Media Team saranno garantite una serie di agevolazioni (dal rimborso forfettario di € 280 lorde per Photographer e Videomaker e di € 240 lorde per Social Media Reporter, all’assicurazione, al rimborso spese di viaggio, buono pasto giornaliero) e verrà consegnato un attestato di partecipazione. Leggi di più..

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della legge del lavoro si è detto un po’ di tutto. soprattutto si è parlato di licenziamenti. ma voi che idea vi siete fatti di questa riforma?

io che, come vedete in foto, ho una bimba ancora piccina ma che sarà interessata presto a scoprire come va il mercato del lavoro (visto che le raccomando sempre di essere autonoma e di non confidare mai troppo nel classico marito ricco), per capire qualcosa ho seguito almeno tre giornate di approfondimento organizzate dagli studi legali specializzati in diritto del lavoro piu’ noti a Milano, ho letto il testo di legge (senza capire spesso il legalese) e tutti gli speciali dedicati all’argomento da Il Sole 24 Ore.
ecco in qualche puntata che cosa ho capito.

la novità forte introdotta dalla legge Fornero l’ha ben sintetizzata Pietro Ichino, avvocato giuslavorista, senatore Pd:
«fino a oggi il low performer (il lavativo, tradotto in parole facili, ndr) in un’azienda era praticamente inamovibile. ora il licenziamento per scarso rendimento è diventato possibile. attenzione, non facile ma possibile, grazie alla facoltà di unire la giusta causa con il licenziamento per motivi economici e produttivi».
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con il progetto Giovani & lavoro. IT fattore abilitante Microsoft si occupa della formazione di 3.000 giovani che fanno parte delle Comunità di accoglienza sparse per il territorio. e lo fa in collaborazione con la Fondazione Adecco per le Pari Opportunità e con il Cnca cioè il Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza.

cosa significa in concreto? che questi tre enti insieme si occuperanno dell’alfabetizzazione informatica dei ragazzi, dei corsi di inserimento al lavoro per preparare un curriculum vitae efficace, dell’aiuto alla selezione delle offerte di lavoro, della preparazione ai colloqui, dell’avviamento al lavoro o del supporto per iniziare un’attività in proprio. la tecnologia è certamente un bel fattore abilitante nella ricerca del lavoro. e questo progetto ha davvero un bell’obiettivo in un momento in cui la disoccupazione giovanile ha raggiunto il 36%.
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