Premessa
Tante richieste sulla #Bio – come scriverla, cosa scriverci, dove scriverla??? – richiedono un post ad hoc… ed eccoci qui a discuterne con voi. Cercheremo come sempre di usare un linguaggio semplice perché vogliamo accompagnare gli utenti meno esperti ed è per questo che partiremo da zero, chiedendovi di contribuire con suggerimenti e consigli: commentate e creiamo una discussione utile per tutti
Cosa è la #Bio?
E’ un riassunto, un’introduzione, una presentazione di sé che su molti social network, spesso, ci viene richiesta; su Twitter si chiama proprio Bio e va scritta in 160 caratteri, su Linkedin si inserisce nel Summary/Riepilogo senza limiti di caratteri, su Facebook si compila nelle informazioni nello spazio chiamato About me/Su di te, su G+ si può mettere nello spazio Mi presento e così via… Mano a mano che il vostro curriculum 2.0 (o 3.0?) prenderà forma troverete modo di usarla in molti luoghi diversi ed è proprio per questo che va scritta con cura, e va tenuta aggiornata: deve evolvere insieme a noi proprio perché rappresenta noi stessi nel processo di sviluppo continuo che contraddistingue la nostra società (Life Long Learning e Learning Society) .
Noi crediamo che una #Bio accurata, esaustiva, accattivante e davvero completa potrebbe perfino sostituire la vecchia – e noiosamente banale… – lettera di accompagnamento/ presentazione ! Leggi di più..
lo organizza la Scuola Holden. titolo esatto del corso: fondamenta – i mestieri della cultura nell’epoca della rivoluzione digitale. si tratta di un ciclo di incontri, anzi tre masterclass di alta formazione, dedicate a modi, idee e tecniche per investire sulle competenze culturali in questa fase di profondo rinnovamento. «nei periodi di crisi – mi dicono dalla scuola – sono i creativi culturali a essere i primi interpreti del mondo che cambia. allora le nostre masterclass vogliono mettervi a diretto contatto con le storie di successo di chi ha saputo osare. cosa ci siamo inventati? delle vere e proprie full immersion con i master leader dei mestieri della cultura: editoria, comunicazione d’impresa, programmazione culturale, arti visive, cinema, festival artistici ed eventi».
Jeanne Bordeau
il primo incontro dal titolo Branding e comunicazione d’impresa, quali frontiere? è sabato 17 e domenica 18 marzo, con Jeanne Bordeau, esperta di comunicazione aziendale e docente alla Sorbona a Parigi. lei ha fondato l’Institut de la Qualité de l’Expression e PressPublica, agenzia cui si rivolgono aziende e organizzazioni francesi per una consulenza sul linguaggio da usare per raggiungere consumatori, clienti, utenti. parlerà della creazione del linguaggio di un brand, ovvero di come usare le parole giuste per un prodotto e dell’importanza della coerenza linguistica nelle imprese Leggi di più..
che bella l’iniziativa della Luiss di Roma Luiss on the road. ne avete sentito parlare? domani a Roma c’è la conferenza stampa. e subito dopo due studenti, Marco e Carlotta, partiranno per un tour di tutta l’Italia attraverso le sue 13 regioni che durerà fino al 12 marzo. 6mila km per incontrare e raccontare in tempo reale sul web storie, esperienze ed emozioni di protagonisti del nostro Paese. viaggeranno low cost, in treno, in autobus, dormiranno nei B&B e saranno accompagnati da Andrea W. Bramante, un altro studente che si occuperà di filmarli. l’obiettivo è trasmettere valori come intraprendenza, lealtà, merito, voglia di misurarsi, collaborazione e rispetto degli altri. ma anche andare a scovare in giro per il nostro Paese un’altra faccia dei giovani rispetto a quella che a volte i media fanno emergere, una faccia costruttiva e propositiva. i due ragazzi, always connected, ci racconteranno cosa succede e saranno aperti ai suggerimenti dei follower sul sito luissontheroad e sui social collegati. be’ io darò un occhio ogni tanto al loro percorso: credo che potremmo avere una bella global vision del nostro bel paese più giovane.
abolizione dell’articolo 18, flessibilità versus posto fisso, contratto unico di inserimento, insider & outsider… cosa ci succederà, se passa la Riforma del mercato del lavoro di cui si continua a parlare (e di cui i contenuti sono ancora piuttosto vaghi)?
io questa volta, vorrei sapere che cosa ne pensate voi.
mi piacerebbe parlarne su Glamour e sto facendo tante interviste ma vorrei capire:
* quali sono le domande che vi fate su questo tema?
* quali sono le vostre paure? * ritenete che l’abolizione dell’articolo 18 sia un’opportunità per flessibilizzare il mercato o l’ennesima scure che peserà sulla testa di chi lavora?
* ritenete che il posto fisso sia ancora il nostro vero obiettivo? * pensate davvero che ci sia un divario forte tra chi è dentro il mercato del lavoro e chi è fuori?
* come sanereste questo gap?
* qual è secondo voi la mossa più urgente che il Governo dovrebbe fare per sbloccare questo mercato del lavoro?
insomma, avete voglia di aiutarmi a fare le domande agli esperti e a scrivere un pezzo che davvero esaudisca i vostri dubbi?
scusate, a proposito della foto, che bello è Il quarto stato di Pellizza da Volpedo! l’avete già visto nella sua nuova casa, il Museo del Novecento di Milano?
Diana Vreeland al lavoro su un set per Harper's Bazaar
anche questo blog può parlare di cultura ogni tanto, vero? soprattutto se la cultura si intreccia con la moda e i suoi mestieri. accade proprio per questa mostra: Diana Vreeland after Diana Vreeland che apre i battenti al museo Fortuny (si legge con l’accento sulla ù, mi raccomando) di Venezia il 10 marzo e resta aperta fino al 26 giugno. Diana Vreeland, la storica direttrice di Harper’s Bazaar, prima, e di Vogue poi, lo sapete, è stata una grande, grandissima fashion guru. direi la prima fashion editor della storia. dice Maria Luisa Frisa, direttore del Corso di laurea in design della moda dello IUAV di Venezia e curatrice della mostra: «la Vreeland ha dato forma al giornale di moda, così come lo vediamo noi oggi. questo è un primo progetto importante per il Veneto con abiti mai esposti in Italia prima d’ora che dimostra come in questo territorio collaborando insieme si possano fare grandi cose».
aprire un’attività in franchising, si sa, è un’alternativa interessante per chi non trova un lavoro. ed è un po’ meno rischioso del mettersi in proprio da soli: c’è la copertura di un brand, l’esperienza di una società già presente sul mercato da anni. certo… bisogna saper scegliere il brand giusto. e per farlo qui ne trovate tanti, tanti… stando comodamente seduti sul divano di casa: è nato infatti www.webfranchisingexpo.it, la fiera on line del settore promossa da Assofranchising.
si tratta di una piattaforma web, realizzata in simil 3D (non so bene cosa voglia dire quel “simil”, ndr) che permette un’interazione diretta per lo scambio di informazioni tra franchisor (coloro che lanciano la proposta) e potenziali franchisee (coloro che aderiscono alla proposta). l’esposizione è online dal 18 febbraio al 30 settembre 2012 ma sarà interattiva dall’8 al 10 marzo. in questo periodo potrete mettervi in contatto in tempo reale con tutti gli espositori della fiera, attraverso il sistema di videochiamate o attraverso le chat. poi, oltre all’interattività one-to-one sarà possibile partecipare a eventi, seminari di formazione (che on line si chiamano webinar), presentazioni e convegni a distanza. il tutto totalmente gratuito. ecco lo spot che promuove la wfe:
altro che Facebook. dicono che il social del 2012 sarà Pinterest e pensare che io fino a oggi non lo conoscevo (non ditelo troppo in giro!). su glamgeek Marilena Porfiri ne aveva già parlato a gennaio. ma io… niente.
oggi lo scopro e scopro che si tratta di un social soprattutto “femminile”ì (tra gli utenti Usa, si stima che l’82% sia donna) dove organizzare e condividere immagini che ci piacciono e che scoviamo in rete.
qui i contenuti si possono postare come fossero pin da appendere in bacheca con degli spilli. funziona così: quando trovate in un sito immagini, testi, video che vi piacciono li potete “appuntare” su una vostra bacheca a tema, tipo “i libri che vorrei leggere”, “i luoghi che vorrei vedere”, “gli oggetti più belli”… e per esprimere apprezzamenti sulle immagini degli altri, si possono usare i “like”, i commenti o i repin.
non si tratta di un network professionale, ve ne parlo qui perché credo possa essere molto, molto interessante per tutti quelli che per lavoro, usano le immagini: designer, fotografi, stilisti. il tasso di crescita di Pinterest ha sfiorato quello di Facebook di 5 anni fa, infatti gli utenti sono passati da 1.2 milioni ad agosto ad oltre 4 milioni a novembre, che sono poi diventati 11 milioni a gennaio. ora Pinterest è tra i 150 website più visti al mondo. forse val la pena dargli un occhio. non credete?
Nelle scorse settimane abbiamo ricevuto alcune richieste su LinkedIn. Federica ci ha chiesto “quali sono i must per un perfetto profilo Linkedin?”, mentre Sabrina ci chiedeva “come utilizzare Linkedin? come trovare nuovi contatti?”.
Allora, ecco le nostre Personal Jobber 2.0, Anna Martini e Francesca Parviero, che ci raccontano qualcosa su uno dei loro strumenti preferiti.
Alcune indicazioni essenziali: esserci, essere interconnessi ed essere attivi su LinkedIN oggi è un must.
Esserci. In realtà il tema non è “solo” esserci – quasi meglio non avere un profilo che lasciare per sempre una bozza incompiuta – perché la qualità del profilo è fondamentale.
I “mai più senza” del nostro profilo di LinkedIN: i dati personali e i nostri contatti, (almeno) le macro fasi del nostro percorso formativo e professionale, le nostre principali competenze, la nostra migliore immagine (quale foto? Una bella immagine in primo piano, professionale e positiva) e i nostri contatti social utili ad arricchire il profilo professionale.
in Parlamento stanno parlando dei 2mila emendamenti al decreto liberalizzazioni. boh… chissà cosa uscirà. per orientarmi tra le norme che il Governo sta cercando di varare con una rapidità a cui non siamo abituati (e non sappiamo ancora quali riuscità a a varare), ho provato a chiedere aiuto a un gruppo di studenti dell’Università. sono studenti di Economia in Bocconi a Milano e ho parlato con i ragazzi di Jeme (Junior Enterprise Milano Economia). conoscete Jeme? è una libera Associazione di studenti, presente in diverse universita’ e parte di un network internazionale che si chiama Jade. cosa fanno queste associazioni? come fossero un’impresa, offrono al mercato, e soprattutto alle start up, consulenza e servizi a prezzi molto competitivi proprio perché offerti da giovani. ecco le foto degli studenti di Jeme e la conversazione che ho fatto con loro:
Federico Vigani
Elisabetta Lancellotti
Federica Sallorenzo
Maria Elena Manica
Luca Citino
1. cosa vuol dire liberalizzare l’economia? non pensate all’assenza di regole. il primo paragone che può passare per la mente è il gioco del Monopoli. le regole ci sono eccome. anzi sono rigide e chiare. e c’è chi le controlla. poi però si gioca e si prova a essere tutti alla pari. 2. tutti alla pari, cosa intendete? è uno dei punti focali del decreto liberalizzazioni, approvato il 20 gennaio dal Consiglio dei Ministri. primo step per liberalizzare è eliminare le rendite di posizione. vuol dire evitare che un gruppo professionale organizzato, come i taxisti o gli avvocati possa avere forti vantaggi economici dalle barriere all’ingresso della professione, che sono un limite alla concorrenza, e dalle tariffe stabilite per decreto, che ingessano il mercato. 3. quale sarà l’effetto immediato di queste manovre sulle nostre tasche? non cercate di fare l’aritmetica delle liberalizzazioni. i modelli di crescita dell’economia sono complessi ed è difficile quantificare i risparmi immediati. lo scopo della manovra è un vero cambio di mentalità: spalancare le porte a chi vuole avviare un’attività, semplificare le norme, togliere i limiti ai prezzi dei servizi può avere effetti positivi sulla concorrenza e sul mercato. resta aperta la questione di chi controlla la qualità delle prestazioni. Leggi di più..
Future of Fashion Week, Future of Fashion System. è questo il sottotitolo dei Fashion Colloquia organizzati il 15 e il 16 febbraio da Domus Academy, scuola post-universitaria di moda e design (via Pichi 18 a Milano). io andrò sicuramente all’appuntamento dove si parlerà di lavoro e nuovi mestieri: sarà mercoledì alle 14. e il titolo dell’incontro è le future professionalità evolute in un nuovo equilibrio tra creatività e industria. ma se volete conoscere nel dettaglio tutti gli eventi e i relatori andate sul sito di Domus Academy. i Fashion Colloquia sono il risultato di un percorso di ricerca nato lo scorso anno dall’incontro fra quattro prestigiose istituzioni formative nei punti nevralgici del sistema moda internazionale: Domus Academy a Milano, London College of Fashion a Londra, Institut Français de la Mode a Parigi e Parsons The New School for Design a New York. il dialogo coinvolgerà i maggiori operatori della moda nei diversi settori: da Ennio Capasa, creative director di Costume National a Frances Corner, direttore del London College of Fashion, da Paolo Fanara, product manager di Red Valentino ai rappresentanti di importanti testate di moda, come Vogue. insomma, aspettando le sfilate 2012, questa può essere un’ottima occasione di confronto sul futuro della moda con i grandi protagonisti italiani e internazionali del fashion system. tra l’altro deve essere curiosa anche la modalità di questi incontri. oltre alle classiche tavole rotonde (in lingua inglese, naturalmente), ci saranno nel corso delle due giornate una serie di brevi incontri con professionisti e accademici di tutto il mondo, secondo l’originale formula giapponese del PechaKucha, brevi presentazioni per soli 6 minuti e 40 secondi, con max 20 immagini su cui parlare per max 20 secondi. mi incuriosisce proprio questo incontro!
scusate, dimenticavo di dirvi che l’ingresso è gratuito previa registrazione online e le tavole rotonde verranno trasmesse in streaming.