ieri sera sono andata al Globe per un aperitivo con il mostro. traduco: Monster, il sito di recruiting più noto al mondo, mi ha invitato a un incontro/cocktail per presentare la loro nuova applicazione social che funziona su Facebook. si chiama BeKnown e ha un’apina con la valigia come logo. «vuole essere un’app un po’ giocosa», ha detto Pietro Manenti, brand manager del prodotto. l’hanno lanciato a giugno in realtà (e io ve l’avevo già accennato) ma ieri hanno voluto raccontarci bene come funziona (e darci i primi risultati).
«BeKnown serve per consentirvi di creare sul social network più diffuso al mondo una sorta di altro network professionale che interagisce però con FB nella misura in cui lo volete voi», ha detto Manenti. del resto abbiamo capito che i recruiter usano i social per scoprire info su di noi. quindi meglio organizzarsi con un profilo più ad hoc. non credete? su BeKnown potete importare i contatti che volete da Facebook, da Twitter o dalla vostra rubrica mail. inserire il vostro profilo professionale. e se su Monster l’avete già, pare sia semplicissimo importarlo con un semplice clic. a ogni profilo l’applicazione dà una sorta di livello (piantina giovane se sei agli inizi, quercia se hai una bella esperienza ecc). e qui avete la possibilità anche di inserire i risultati raggiunti al lavoro e farvi fare delle segnalazioni dai vostri contatti in un modo molto semplice e immediato. più segnalazioni avete, più risultati inserite, più cresce il vostro “livello”. da qui potete cercare con un motore di ricerca nella banca dati di annunci di Monster e poi condividere le proposte con i vostri contatti. anzi, chiunque dei vostri contatti può pubblicare qui i suoi annunci. e anche questi saranno visibili anche ai contatti dei vostri contatti. questo sì che è un sano passaparola! le aziende hanno uno spazio su BeKnown per presentarsi (e potete vedere chi lavora in quell’azienda) e voi potete decidere se “seguirle” così sarete sempre aggiornate sulle loro info. l’app è consultabile anche su iPhone e Android.
se qualcuno di voi ha già usato la app BeKnown o ha intenzione di usarla, qui saranno ben graditi i commenti…
buona ricerca di lavoro a tutti!
conoscete Groupalia? è uno dei siti più noti del social shopping che propone prodotti e servizi per il tempo libero con sconti che arrivano fino al 90 per cento. è presente in 8 paesi, Spagna, Italia, Brasile, Messico, Argentina, Cile, Colombia e Perù. e ha 600 dipendenti. in Italia la rapida crescita della società, che conta oggi quasi 100 dipendenti, richiede un rafforzamento della struttura a vari livelli, in particolare nell’area commerciale. per questo Groupalia ha l’obiettivo di assumere entro l’anno almeno una ventina di persone.
ecco i profili che cercano: local sales, ossia commerciali B to B, settore ristorazione, benessere e divertimento, attivi su Milano, Roma, Napoli, Firenze, Bologna, Torino e Bari. teleselling coordinator disposto a viaggiare frequentemente, incaricato di selezionare, formare e coordinare i call center esterni. national sales, del settore travel e retail, in grado di gestire relazioni complesse con marchi importanti. amministrazione, esperti contabili e specialisti in controllo di gestione. marketing, esperti di CRM e analisti on line. produzione (copywriters che formulano le proposte sul sito) su Milano e Roma, con ottime doti di scrittura applicata al linguaggio pubblicitario, veloci nella stesura di testi e con competenze in ambito web.
* Groupalia cerca inoltre più in generale laureandi e neolaureati con reale motivazione a imparare sul campo, umiltà e spirito d’iniziativa, da far crescere all’interno dell’azienda.
del resto pare proprio che il requisito più richiesto per l’assunzione in questa azienda sia propria la motivazione e la voglia di crescere. quando infatti ho cercato di capire che profilo dovevano avere i candidati ai diversi ruoli mi hanno chiesto di sottolineare soprattutto questi aspetti.
se volete candidarvi potete mandare il vostro cv all’indirizzo risorse.umane@groupalia.com, specificando nell’oggetto per quale posizione vi candidate.
stavo quasi per chiudere tutto e andare a casa stasera, quando mi è arrivato questo bel messaggio dall’amica Francesca Parviero, una delle tre fondatrici di The HR Jungle: Carissima Nicoletta, abbiamo pensato di riservare a una delle lettrici di Lavorincorsa una possibilità last minute per partecipare domani al workshop Dress Magic. l’abbigliamento strategico per ogni silhouette di The Hr Jungle. è domani sera, il 26 ottobre e dura dalle 6 alle 10 al The Hub di Milano in via Paolo Sarpi 8. il tema è la valorizzazione personale che passa anche da una valorizzazione della propria immagine, e la docente è Stefania Fornoni di Look Beautiful, consulente di immagine certificata AICI.
volete seguire questo workshop? volete migliorare il vostro aspetto, creandovi uno stile personale nella vita privata e professionale?
allora scrivete un commento qui sotto, spiegandoci in due righe la vostra vera motivazione a partecipare. sceglieremo Francesca ed io una di voi tra le più tempestive e le più motivate. lasciateci una mail e vi contatteremo in mattinata domani.
(intanto guardate questa foto – non gran bella a dire la verità – mentre faccio una prova dei colori che stanno bene al mio viso. devo dire che ho scoperto che sbaglio quasi sempre l’accostamento ai miei colori, ahimé)
una bella comunicazione per iniziare il lunedì. mi è arrivata proprio stamattina dalla società di recruiting Robert Half. e temo dica il vero, ahimè! secondo un loro studio recente, sembra che più della metà delle aziende italiane non organizzi nessun programma per valorizzare i talenti interni. beh, prima di tutto cominciamo a definire chi sono le persone di talento. secondo Robert Half che ha intervistato 200 manager italiani e 2500 internazionali, i principali criteri che definiscono i cosiddetti “alti potenziali” sono: un atteggiamento mentale innovativo (22%), ottime competenze tecniche (19%) e una produttività elevata (18%), seguiti da lealtà (16%) – e questo mi fa un gran piacere -, passione (16%) e abilità relazionali (9%).
bene, ma detto questo, solo il 40 per cento delle imprese del nostro paese ha dei programmi finalizzati a far esprimere fino in fondo questi potenziali. questo non vuol dire che nelle aziende non ci sia magari un capo illuminato capace di individuare i talenti e favorirli. ma, ahimé, se lasciamo tutto alla buona fede dei singoli, si sa, corriamo dei bei pericoli…
qual è la vostra esperienza?
da voi si accorgono di chi è davvero in gamba?
lo aiutano a dare il meglio?
e qual è il modo migliore per valorizzare un talento, secondo voi?
qualche giorno fa ho ricevuto una bella mail, diceva così: «mi chiamo Luana Pistone, sono laureata in Cooperazione allo Sviluppo e ho una lunga esperienza di volontariato e di lavoro nella gestione di progetti di sviluppo in Bangladesh, in particolare a favore delle donne. vi scrivo per ringraziarvi e raccontarvi in breve la mia storia. l’anno scorso avete finanziato una Borsa di Studio per la Summer School in Green Marketing, sostenibilità e stili di vita, all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia. io ho vinto la borsa di studio e vi devo ringraziare per la bella opportunità che mi avete dato. grazie anche a quella importante esperienza, sono riuscita ad intraprendere una nuova attività, un e-commerce di prodotti del settore ecologico, biologico e solidale: www.ecocose.com».
io qui ve lo racconto, non solo perché è sempre bello sapere che qualcuno grazie a un articolo ha realizzato un suo sogno, ma anche per dire a chi non avesse visto il numero di ottobre che anche quest’anno la Cattolica di Brescia mette in palio per le lettrici di Glamour (e anche di lavorincorsa) una borsa totale per lo stesso master.
si tratta per la precisione del master in Sviluppo Umano e Ambiente, ha un valore di 3800 euro ed è stato organizzato dall’Alta Scuola per l’Ambiente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia. questo master (in cui ho fatto una lezione anch’io nell’edizione scorsa) forma professionisti green, che operano nel campo delle nuove energie, del green marketing, della mobilità sostenibile, della responsabilità sociale e della cooperazione internazionale. il corso consente una formazione trasversale e multidisciplinare: dalle scienze naturali all’etica, dall’economia alle discipline giuridiche. e dovrebbe aprire le porte a uno dei settori che offre le migliori occasioni di impiego del momento. inizia a gennaio e prosegue fino a settembre 2012, per un totale di 200 ore di lezione. è previsto uno stage, un laboratorio attivo e un esame finale. se volete candidarvi, inviate, entro il 30 novembre, il curriculum vitae e una lettera di motivazione a asa@unicatt.it, specificando nell’oggetto “Borsa di studio Glamour”.
è una nuova figura professionale quella del Peace Manager. quando me ne hanno parlato la prima volta ho pensato: beh a che serve? non c’è certo la guerra in ufficio. e nel momento stesso in cui davo forma al pensiero riuscivo anche a smentirlo. tutto da sola.
quanta aggressività si respira spesso nelle aziende!
quante sopraffazioni i più deboli finiscono per subire!
e allora in Italia c’è un’azienda, credo sia una delle poche se non l’unica, che ha istituito la figura del peace manager appunto. l’azienda è la Guna che opera nel settore delle medicine naturali. «la decisione è stata presa non tanto perché da noi c’erano più conflitti che altrove, ma nella convinzione che il profitto inizia dall’individuazione dei valori corretti, che educare alla non violenza significa migliorare qualitativamente tutta la scala produttiva di un’impresa (oltre che alla tua stessa vita personale)». a dircelo è lei, la peace manager in persona. si chiama Antonella Zaghini ed è diventata responsabile dell’educazione alla non violenza da poco. «tutto è nato con la nostra partecipazione alla Marcia Mondiale della Pace. siamo stati tutti talmente coinvolti dall’evento che abbiamo voluto provare a non perdere questo patrimonio di valori, di esperienze positive, di emozioni condivise. e così abbiamo portato avanti questo progetto». ma cosa fa concretamente un peace manager? «io organizzo ogni tanto dei workshop dove tutti proviamo a lavorare sulle nostre paure (che sono di solito la base di partenza degli atteggiamenti), riflettiamo sul nostro modo di comunicare, di relazionarci al nostro collega, favoriamo la comunicazione tra uffici distanti… il 2 ottobre (che è il giorno in cui è nato Gandhi) celebriamo la Giornata Internazionale della Non Violenza. e poi sono sempre a disposizione per dei colloqui one to one, qualora ce ne fosse bisogno. e comunque il mio è ancora un ruolo in costruzione, ogni iniziativa per costruire un clima interno positivo sarà la benvenuta. Guna è un’azienda da sempre molto attiva nel sociale (la lotta per il no-patent, applicazione del copyleft alle pubblicazioni scientifiche, il sostegno a numerosissime onlus, lo standard qualitativo dell’ambiente di lavoro, la creazione di un’attività economica locale nei paesi che forniscono le materie prime) e fin dalla sua nascita ha sempre ottenuto risultati positivi e ha visto il fatturato crescere in maniera costante con una media vicina al 10% annuo».
avete letto l’articolo su Glamour di ottobre dedicato allo sponsor? parla dell’importanza che questa figura può avere nella nostra crescita professionale. l’ha scritto Chiara, sempre bravissima (che come vedete nella foto qui a fianco ha voluto inserire anche la storia della nostra “relazione professionale”. lei è arrivata qui a Glamour come stagista, io ero tra chi la doveva scegliere. e l’ho scelta per fortuna!). ma torniamo al tema della sponsorship. qualche mese fa un amico fotografo con cui facevo un bel viaggio di lavoro a Parigi mi ha raccontato: «se non ci fosse stato… (e giù il nome di un fotografo molto famoso) io non sono certo che sarei diventato quello che sono. l’ho conosciuto perché facevo l’assistente negli studi fotografici di Condé Nast e lui mi ha aiutato, mi ha insegnato un sacco di cose. di più ha spinto il mio nome appena poteva». ho pensato: guarda com’è importante, ma anche difficile, trovare sul lavoro una persona che ti aiuta a crescere e ancora di più ti sponsorizza.
come se non bastasse proprio in quel periodo mi è capitato di leggere sul The Wall Street Journal un articolo dal titolo: vuoi una carriera d’oro? trovati uno sponsor. e allora, uno più uno fa due, è nata l’idea di fare un articolo sul tema. io comincerei con fare un po’ di chiarezza sui termini:
chi è il tutor è chi, appena entri in azienda, ti insegna il mestiere e ti aiuta a conoscere le regole non scritte. ci sono aziende che te lo assegnano soprattutto se inizi a lavorare come stagista. ma sarebbe bene individuare subito chi in un’impresa ti aiuta a capire come funzionano le cose. il miglior tutor è chi sa condividere le proprie esperienze e riesce a sentire le emozioni degli altri.
chi è il mentor è chi quando hai dimostrato di avere talento, ti aiuta a svilupparlo ulteriormente. se il tutoring è per le new entry, il mentoring si rivolge ai senior. e il mentore diventa una specie di modello a cui ispirarsi, un guru fidato a cui rivolgersi per pianificare sapientemente la propria crescita professionale.
chi è lo sponsor è chi ha lavorato con te, ti stima per questo, ti promuove e ti “raccomanda” con capi e colleghi, dentro e fuori l’azienda. attenzione poi, lo sponsor funziona sia che tu sia dipendente, libero professionista o imprenditore.
e ora che abbiamo fatto chiarezza con i termini, sentite un po’ come chiude l’articolo il The Wall Street Journal «secondo una ricerca condotta dal Centre for Work-Life Policy di New York, gli uomini sono abili a individuare la persona a cui affidare reputazione e carriera per raggiungere posizioni di leadership, ma le donne… le donne proprio no». ci prepariamo a cambiare? voi avete qualche esperienza di tutoring, mentoring o sponsorship da raccontare?
«se fai una moda di qualità, è molto difficile conquistare il mercato italiano, qui i consumatori sono ancora molto legati alle griffe. noi distribuiamo i nostri prodotti molto più facilmente all’estero».
la pensano allo stesso modo i due giovani fashion designer che oggi ho incontrato al Fioraio Bianchi di via Montello (posto delizioso) dove hanno presentato insieme le loro collezioni.
lei produce borse e si chiama Alexandra de Curtis. è cresciuta all’estero ha studiato tra San Francisco e Londra e ha iniziato la carriera nel mondo della pubblicità. «a 25 anni mentre lavoravo per Vogue UK, ho lasciato tutto per la moda. la moda la respiravo fin da piccola, mia mamma era una modella con alle spalle anche qualche esperienza di cinema (suo papà è nipote dell’intramontabile Totò ndr) e così ha cominciato quasi per caso a mostrare alle mie amiche londinesi le borse e le scarpe che disegnavo io e facevo produrre da un artigiano campano. un successo! ho trasformato al volo la passione in un mestiere. mi sono iscritta al corso di Fashion Accessories presso il Cordwainers College di Londra. e nel 2010 ho lanciato il mio nuovo brand Alexandra de Curtis con una nuova collezione di borse in pelle stampata di coccodrillo e pitone. le mie borse, realizzate a mano in Italia, le penso per le donne di oggi che lavorano: sono avvocato, manager, mamme. cercano una borsa elegante ma molto pratica».
lui è Dimitri Panagiotopoulos, è di Merano (il padre è greco ovviamente) e fa una moda haute couture, con abiti da sera e non. «fin da bimbo avevo ben in mente che avrei voluto lavorare nella moda. ho studiato all’Esmod di Monaco di Baviera, poi nella sua sede di Parigi e infine all’Istituto Marangoni di Milano. ho lavorato da Vivienne Westwood, da Jil Sander. è fondamentale secondo me stare qualche tempo in una grande maison della moda prima di lanciare la tua collezione. io l’ho fatto nel 2007 e nel 2010 ho sfilato alla fashion week di Berlino. ora vorrei conquistare le consumatrici italiane. ecco perché sono qui».
Dimitri mi mostra tutti i modelli sull’iPad. è comodissimo.
è on line da oggi ed è una sorta di reality d’azienda. si chiama appunto we are terranova . conoscete vero il brand low cost Terranova? è gestito dalla multinazionale romagnola Teddy, è nato nel 1988 ed è distribuito in 33 Paesi con un giro d’affari di 320 milioni di euro. da qualche tempo sta cercando di riposizionarsi e di dare un più alto valore alla marca. ma torniamo al reality: 5 figure chiave dell’azienda racconteranno in diretta come si lavora in questa impresa, i segreti della loro professione, cosa vuol dire fare quel mestiere, quali sono gli impegni quotidiani… si tratta di Stefania (fashion designer), Daniele (product manager), Arianna (art director), Ygit (social media manager) e Igino (cool hunter). io ve lo racconto perché è un modo abbastanza insolito per creare fedeltà al brand ma soprattutto perché per chi li segue e interagisce con loro sul blog, su Twitter e su Facebook e su YouTube, ci sono occasioni di vincere dei viaggi, dei prodotti e… udite udite persino degli stage in azienda. se volete saperne di più www.weareterranova.com.
pare proprio che il futuro del mercato del lavoro sia sul web, sul filo della banda larga. vediamo allora quali sono le professioni più ricercate secondo quanto ci dice InfoJobs, una delle maggiori Agenzie per il lavoro. aumentano soprattutto le richieste di figure legate al mondo della comunicazione ma con competenze specifiche sull’online: del resto con l’affermarsi incontrastato di Internet in tutti gli ambiti della vita privata e professionale, l’attenzione delle aziende è sempre più concentrata sulle nuove tecnologie e il web è diventato il primo strumento di comunicazione e interazione tra brand e consumatori. e ora continuate a leggere solo se volete scoprire ogni singolo profilo. Leggi di più..