16dic
2008
il fenomeno del fast fashion
sarà in libreria il 9 gennaio La rivoluzione del fast fashion. Strategie e modelli organizzativi per competere nelle industrie ibride, di Enrico Cietta, edito da FrancoAngeli. il fast fashion non è soltanto un business da copiatori e nemmeno un modello produttivo per i segmenti di fascia bassa, è un complesso di strategie che punta a organizzare, in un settore in cui il tempo è una risorsa scarsa, la filiera creativa e produttiva di un prodotto ibrido, un prodotto cioè nel quale il valore si costruisce mixando elementi della filiera della produzione immateriale (distribuzione, comunicazione, marketing) con quelli della produzione industriale. il tempo nella moda è l’arbitro assoluto del successo di un’azienda, una collezione, una vetrina. determina quando un modello è in o out, stabilisce se un desiderio si trasformerà in un atto di acquisto o solo nella richiesta di un capo non disponibile, impone il cambio di una vetrina o dell’intero layout di un punto vendita. tutto si produce e si consuma in fretta. il libro analizza il fenomeno rivoluzionario del fast fashion, facendo riferimento non solo alle conosciutissime aziende internazionali, ma anche al sistema italiano della moda veloce. sull’esperienza del pronto moda infatti, sono nate imprese italiane che in termini di crescita e redditività non hanno niente da invidiare ai colossi internazionali. tra il 2000 e il 2005 mentre il mercato segnava il passo con un andamento stagnante o negativo, queste aziende sono cresciute con tassi a due cifre (la crescita del fatturato è stata tra il 15% e il 20% all’anno). –br– il fast fashion in Italia
una ricerca sul campo, commissionata da BolognaFiere, ha permesso di tracciare l’identikit del fast fashion italiano sia in termini qualitativi che quantitativi. Il panel di aziende identificate come fast fashion realizzano un fatturato di circa 2,5 miliardi di euro di cui il 32% realizzato all’estero da oltre 120 aziende che costituiscono una delle componenti più attive dell’abbigliamento made-in-Italy. gli occupati diretti di queste aziende superano i 5.500 addetti, ma questo numero sale a oltre 20.000 unità se si prende in considerazione la rete di subfornitori costituita da circa 2.500 imprese. le aziende della moda veloce sono concentrate geograficamente nelle aree storiche del pronto moda italiano: Emilia-Romagna e Campania rappresentano rispettivamente il 39% e 29% delle aziende, seguite da Toscana (8%), Lazio (7%), Lombardia (6%), Veneto (6%) mentre solo il 5% si colloca fuori da queste aree regionali.
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