da Venezia a Istanbul, 8 giorni di formazione in navigazione per diventare visual merchandiser. Il corso è organizzato dalla Factory School by Boscolo a bordo della Msc Poesia. data di inizio dell’avventura: 8 Novembre. la crociera formativa consentirà a un numero limitato di partecipanti di immergersi tra le suggestioni dei mercati del Medio Oriente per andare alla scoperta di nuovi e diversi modi di allestire aree commerciali ed espositive. due manager professionisti visual, accompagneranno per 8 giorni gli allievi in un emozionante percorso di apprendimento per diventare futuri scenografi dei punti vendita coniugando da subito teoria e pratica. questa professione, per chi non lo sapesse ancora, è nata in America e solo da pochi anni si sta sviluppando anche in Europa: il Visual Merchandiser è il consulente d’immagine delle moderne organizzazioni commerciali. si occupa di organizzare le merci nei punti vendita per renderli sempre più attraenti al cliente e sceglie cosa e come disporre le vetrine e gli spazi espositivi.
i costi: il corso costa 1560 euro e la crociera 660 euro in camera doppia o 412 euro in cabina da 4 persone. chi si iscrive entro oggi non paga la quota crociera in quadrupla o ha uno sconto del 60 per cento in doppia. per info e iscrizioni contattare lo 049.8360696 o visita il sito
dal 1 settembre si riapre il bando della secondo edizione del Premio per il Lavoro: riconosciamo l’eccellenza. è Manpower, l’agenzia per il lavoro, ad averlo inventato. obiettivo è premiare le persone che, con il loro lavoro, contribuiscono ogni giorno alla crescita e all’innovazione aziendale. per dare il giusto riconoscimento al lavoro e alle risorse che favoriscono e danno valore ogni giorno alla crescita economica nazionale. Il Premio, che gode anche quest’anno dell’Alto Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, rappresenta un riconoscimento non solo alle prestazioni specifiche ma anche al valore del singolo in un’ottica relazionale. un’edizione ricca, quella del 2008, organizzata da Manpower in partnership con i Giovani Imprenditori di Confindustria, a conferma della necessaria sinergia tra il mondo del lavoro e il mondo dell’impresa. le candidature possono essere inviate fino al 20 ottobre 2008.–br– i vincitori saranno annunciati e premiati nell’ambito di un evento che si svolgerà il 3 dicembre 2008 presso la Sala Sinopoli all’Auditorium Parco della Musica di Roma, davanti a una platea di rappresentanti della politica, dell’impresa, della cultura e dello spettacolo italiani. In aria di novità anche il tema conduttore della serata, che sarà dedicata proprio al cambiamento, inteso come motore dello sviluppo economico e sociale contemporaneo, come l’insieme di fattori che, dagli anni Ottanta in poi, hanno ridefinito l’assetto dell’impresa e del lavoro. per ulteriori info potete: contattare il Numero Verde 800.179.000 o visitare il sito dedicato.
qui sotto, ho fatto solo un copia/incolla di un comunicato che mi arriva dalla Bocconi. mi sembra interessante riflettere sull’irresponsbilità del Barbiere di Stalin, quest’estate. forse è perché mi capita spesso di indignarmi quando qualcuno si scandalizza del sistema, senza capire che il più delle volte siamo i primi conniventi di quel sistena. il libro non l’ho letto ma me lo porto in vacanza. io credo molto nel fatto che le grandi scelte, le grandi politiche sono fatte dalla somma di tante piccole scelte, tante piccole prese di posizione. le nostre. e penso sempre che sia giusto cominciare da lì. e voi?
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Paolo D’Anselmi Il barbiere di Stalin. Critica del lavoro (ir)responsabile Università Bocconi editore, 2008 323 pagine, 16 euro
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Il barbiere di Stalin, un artigiano georgiano come il suo capo, non si sentiva minimamente responsabile dei crimini del dittatore, pur servendolo fedelmente e rinunciando a “farsi giustizia con la lama”. Come lui, anche noi ci dichiariamo regolarmente innocenti pur flirtando ripetutamente con il male, o almeno con l’irresponsabilità sociale che caratterizza l’Italia.
Paolo D’Anselmi nel suo Il barbiere di Stalin. Critica del lavoro (ir)responsabile (Università Bocconi editore, 2008, 323 pagine, 16 euro) invita a interpretare la responsabilità sociale come una sommatoria di responsabilità individuali, prima di tutte la nostra, per evitare di ripetere, a posteriori, ”prendevo solo ordini” come i nazisti a Norimberga. Con un’operazione intellettualmente inedita, D’Anselmi reinterpreta la corporate social responsibility (dove in quel corporate non si ricomprende solo l’impresa, ma ogni genere di organizzazione, anche pubblica) come la disponibilità a dare conto del proprio lavoro. –br–E dà conto del proprio lavoro chi è esposto alla concorrenza, non lo fa chi dai venti della concorrenza è protetto da un ordine professionale, un monopolio, la natura del proprio contratto. Così D’Anselmi calcola che, dei 23 milioni di lavoratori italiani, 6,2 milioni (il 27%) rientrino nelle categorie protette, 16,8 milioni (il 73%) in quelle esposte alla concorrenza. Che la definizione regga lo dimostra la lettura dei bilanci sociali, idiosincraticamente scelti, di imprese private e organismi pubblici. Pur nell’indeterminatezza metodologica che contraddistingue un campo ancora in fieri, i tentativi delle imprese private sono qualitativamente superiori; i bilanci sociali di imprese monopolistiche e organismi pubblici zoppicano, sono troppo selettivi nella scelta dei pochi indicatori resi pubblici, non consentono quasi mai confronti.
“Cerchiano responsabili per costi sociali privi d’autore”, scrive D’Anselmi della propria opera, “abbiamo la fissa dei numeri, delle procedure. I consuntivi ci piacciono più dei piani, i dati storici più degli annunci”, e con la lente dell’analista, per tutto il libro, va alla ricerca di perle e patacche nella rendicontazione sociale, passando al setaccio, tra le molte altre, quelle di Fiat, Nike, Enel e Bnl e trovando le prime molto più interessanti delle ultime. Va alla ricerca di una cultura dell’attuazione, del fare ciò che si promette e del mostrare i risultati raggiunti, che troppo spesso pretendiamo solo dagli altri.
“Sarcastico, paradossale, irritante, politicamente scorretto; ma graffiante e intrigante a sufficienza per attirare sorpresa, attenzione e curiosità”, definisce il libro, nella postfazione, Toni Muzi Falconi.
(premessa: per chi non lo sapesse, i Jibbitz sono questi strani pins colorati (che vedete in foto) infilati nei buchetti delle Crocs. chi se li è inventati è una ex housewife ben poco “desperate”, Sheri Shmelzer, che qualche giorno fa è venuta in Italia a presentare la sua storia di successo. sono andata a incontrarla: ecco cosa mi ha raccontato)
Intanto, immaginate una casa americana in Colorado, una giornata piovosa e una mamma con tre bimbi piccoli, di 7 anni, 4 e 2. «non sapevo come intrattenerli, come evitare che si mettessero a litigare tra loro», mi racconta Sheri. «così vidi davanti alla porta le loro tre paia di Crocs colorate, con tutti quei buchini. ho un’idea: perché non facciamo delle piccole decorazioni per le vostre Crocs? detto, fatto. con il sewing kit della mia bimba abbiamo cominciato a cucire fiorellini di seta, pupazzetti colorati e in men che non si dica avevamo confezionato tre paia originalissime di Crocs. quando mio marito le vide rimase stupito: erano davvero belle. le riguardai con lui e mi si accese una lampadina: sono originali perché non proviamo a venderle? sì ma ci vuole un brevetto. lo registrammo al volo. e i miei bimbi cominciarono ad andare a scuola con le loro strane calzature. Un successo.–br– il sabato pomeriggio il nonnno portò i bimbi nella piscina del paese. fortuna volle che in piscina ci fosse anche il signor Crocs. vide questa versione creativa della sua invenzione e chiese: chi vi ha fatto queste decorazioni? "Mommy", risposero in coro i bimbi. Il sig. Crocs diede loro un biglietto da visita dicendo: dite a mommy di chiamarmi. lo chiamai, ero superemozionata. fissammo un appuntamento per il giorno dopo. era il 2006. Uscii a comprare una valigetta business. come housewife, non ne avevo neppure una. l’incontro fu un successo. il sig. Crocs mi comprò il brevetto, mi assunse affidandomi la gestione di tutto il progetto Jibbitz. (ah dimenticavo: il nome Jibbitz viene da un nomignolo con cui mi ha sempre chiamato mio marito). oggi ho uno dei più begli uffici della Crocs e nel 2007 abbiamo venduto tanti Jibbitz da coprire virtualmente tutta piazza Rossa a Mosca. e se le cose continuano così anche nel 2008, copriremo, sempre virtualmente, piazza Tien An Men a Pechino». possiamo assegnare a Sheri una sorta di medaglia virtuale per le prossime olimpiadi. che ne dite?
se volete vedere il sito con uno dei 300 modelli in 1600 varietà di stili e colori, collegatevi pure al sito.
apre a ottobre anche a Milano Pacs, la Piccola Accademia di Comunicazione e Spettacolo di Stefano Jurgens. Jurgens è autore di testi di canzoni (Pausini-Corrado) e programmi televisivi (Buona Domenica, La corrida, Tira e Molla) e, dopo l’avventura romana della scuola, organizzerà anche a Milano corsi di Recitazione, Canto, Doppiaggio, Autori, Conduzione televisiva e radiofonica. i corsi, semestrali, hanno l’obiettivo di fornire ai ragazzi la preparazione di base per consentire loro di entrare in modo professionale nel mondo dello spettacolo. proprio per questo, non a caso, i docenti dei corsi sono tutti professionisti che lavorano. per saperne di più visita il suo sito.
certo che, detto d’estate, il titolo fa pensare subito alle spiagge, alla tintarella. in realtà vi parlo dei master organizzati dalla business school del Sole 24Ore. anzi, vi parlo soprattutto delle borse di studio a vostra disposizione per frequentarli. sono 36 quelle per partecipare ai master full time in partenza da ottobre 2008. –br– ecco i master in calendario: Marketing Management a Parma dal 6 ottobre, Tributario a Milano dal 13 ottobre, Management dei Progetti Internazionali a Roma dal 27 ottobre, Diritto e Impresa a Milano dal 24 novembre, Media Relations, sempre a Milano dal 24 novembre, Corporate Finance and Management Control a Milano dal 24 novembre, Gestione e strategia d’impresa a Milano dal 24 novembre, il Master 24 in Marketing e Comunicazione a Roma dal 26 novembre, Comunicazione e Nuove Tecnologie a Milano da maggio 2009 e Banca, Finanza e Mercati sempre a Milano da maggio.
per candidarsi è necessario compilare la voce “richiesta di borse di studio” nel sito . l’assegnazione dei contributi terrà conto del curriculum vitae, dell’esito dei test di selezione e del colloquio motivazionale. la conoscenza delle lingue straniere è titolo preferenziale.
Emirates, la compagnia aerea di Dubai, cerca personale in Italia. e invita gli aspiranti assistenti di volo a un open day a Roma. si terrà all’Holiday Inn di Roma Eur sabato 26 luglio alle 9 del mattino. L’indirizzo esatto è: Parco Dei Medici in Viale Castello della Magliana, 65. gli open day sono appuntamenti informativi in cui avete la possibilità di incontrare il recruitment team e conoscere da vicino la compagnia aerea nota nel mondo per i suoi servizi di lusso. con circa 9.000 persone addette ai servizi a bordo, di cui più di 40 sono italiani, gli assistenti di volo di Emirates sono molto famosi e “invidiati” dalle altre compagnie per lo stile che li contraddistingue da sempre. i nuovi assunti, dopo aver superato diverse fasi di selezione e formazione presso il Training College di Emirates, avranno base a Dubai, una delle città più cosmopolite del mondo e in continua evoluzione, beneficiando di un salario altamente competitivo senza tassazione, con alloggio gratuito offerto dalla compagnia, copertura medica, trasporto duty free e permessi di volo.–br–il personale di Emirates (che da primavera prossima sfoggerà un nuovo look più raffinato e contemporaneo) gode di numerosi benefici fuori servizio tra cui un biglietto annuale per fare rientro a casa, riduzioni sul costo del normale biglietto di Emirates e delle altre compagnie aeree per gli spostamenti di piacere e molte altre agevolazioni che fanno del lavoro in Emirates un’esperienza davvero unica. grazie alla sua continua e rapida crescita, Emirates è continuamente impegnata nella ricerca di personale di talento in tutto il mondo per servire la sua flotta in continua espansione che, ad oggi, conta 116 aerei e oltre 242 in attesa di consegna. Emirates attualmente conta tra i suoi dipendenti circa 300 italiani di cui più di 40 assistenti di volo, circa 35 piloti e primi ufficiali, oltre a più di 200 persone impiegate all’head quarter di Dubai e nel resto del mondo. per ulteriori dettagli sull’open day, collegatevi al loro sito.
si chiama master in Management of the Fashion Industry. è Spegea* di Bari che lo organizza. si tratta di un percorso di alta formazione frutto della ricerca sul settore tessile-abbigliamento elaborata con il supporto scientifico del Politecnico di Bari e di Città Studi di Biella nell’ambito del progetto Equal “Tessuto Locale”. la progettazione del percorso è partita dalle esigenze formative evidenziate dagli imprenditori del settore, ha tenuto conto dei risultati della mappatura dell’offerta formativa esistente sul territorio e ha formulato una proposta di contenuti di alto valore innovativo. Spegea ha gia’ al suo attivo interventi formativi di successo destinati al settore tessile-abbigliamento. In particolare, ha realizzato per i manager un percorso dedicato all’export, per i giovani laureati un corso di fashion marketing, per i giovani diplomati e laureati un corso per esperti di modellismo CAD.–br–
ecco il calendario delle attività:
fase di aula : 500 ore, dal 10 novembre 2008 a febbraio 2009
fase di stage: 400 ore, da marzo a maggio 2009
requisiti per l’ammissione:
sono ammessi alla frequenza del master 25 giovani con una laurea di 1° e di 2° livello o titolo equivalente conseguito all’estero, un voto di laurea non inferiore a 100/110, un’età non superiore ai 32 annie e la buona conoscenza della lingua inglese.
costi e borse di studio
la quota d’iscrizione è di 7.500 euro più iva. ma il master ha tutte le caratteristiche per l’accesso al finanziamento che la Regione Puglia ha stanziato per l’Alta Formazione con l’Avviso n° 1/2008 “Ritorno al Futuro” nell’ambito dell’iniziativa “Bollenti Spiriti ” (la stessa modallità di finanziamento è prevista anche da altre Regioni italiane).
per info collegarsi al sito o chiamare lo 080/5919411 o il numero verde 800-139929.
*da 27 anni Spegea, scuola di perfezionamento in gestione aziendale partecipata da Exprivia s.p.a. e Confindustria Bari, gestisce percorsi di formazione manageriale innovativi per contenuti e metodi. le formule sono diverse in funzione dei destinatari e dei profili professionali di sbocco. tutti i corsi di formazione sono utili per le organizzazioni che vogliono introdurre flessibilità e rapidità e sono indispensabili per i laureati, che vogliono avviarsi a carriere manageriali. il percorso che stiamo per realizzare indirizzato al settore tessile-abbigliamento è il risultato di un progetto di ricerca che ha messo in evidenza esigenze formative da parte delle aziende chiamate a riorganizzarsi per competere sui mercati emergenti.
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lavorare nella moda
avete sentito quanti i-phone han venduto in un fine settimana? un milione. un vero boom. e allora quando ho visto questo concorso ho pensato a voi. avete un’idea innovativa su come usare l’iPhone? H-farm vi finanzia e vi ospita in un’organizzatissimo incubatore d’impresa. andiamo con ordine: H-Farm è un incubatore privato Trevigiano che ha annunciato oggi il lancio del Seed Program, un programma di finanziamento con cui intende aiutare lo sviluppo delle migliori idee volte ad innovare nel campo della tecnologia; obiettivo del Seed Program è aprire, con cadenza trimestrale, alcune finestre di finanziamento a tema specifico mirate a raccogliere le migliori idee imprenditoriali. la prima opportunità è incentrata, appunto, sulle applicazioni per iPhone, il prodotto della Apple che ha rivoluzionato in un solo anno la telefonia mobile portando internet a portata di touch nelle tasche di milioni di persone. Il tema è molto semplice: guardate il telefono e domandatevi quale potrebbe essere l’icona dell’applicazione che vorreste avere nel vostro schermo, affianco al meteo, la borsa, Youtube. tutti coloro che ritengono di avere un’idea di business innovativa o vincente e vogliono provare a trasformarla in una realtà di successo, possono inviare il proprio progetto entro il 30 settembre a questa mail. seguendo le indicazioni precisate nella sezione dedicata del sito. le migliori idee di business, saranno finanziate ed incubate presso la sede di sede di Ca’ Tron a Treviso, o in quella di Seattle (WA), Stati Uniti.–br–«Le opportunità per un’ulteriore sviluppo delle applicazioni sono enormi: iPhone è un oggetto che ha rivoluzionato in poco meno di un anno il panorama mondiale della telefonia offrendoci innumerevoli spunti per nuove idee», afferma Riccardo Donadon, fondatore e ad di H-Farm. «Internet sta portando innovazione nei sistemi e nei processi, ma soprattutto nelle nostre abitudini: in H-Farm siamo consapevoli che le nuove generazioni, nascendo prive dei vecchi schemi, vedranno come consueti e naturali alcuni dei nuovi modelli che oggi vediamo progressivamente entrare a far parte del nostro vivere quotidiano. Noi vogliamo dar fiducia a coloro che già sognano e desiderano essere protagonisti di questi cambiamenti ed evoluzioni».
da commesso a direttore di negozio in 5 anni. fare carriera nel settore retail è possibile e in tempi brevi. il settore vendite si sta espanendo e professionalizzando e offre gli operatori ottime opportunità. per diventare direttore di negozio sono indispensabili capacità di leadership, di analisi economica e di gestione commerciale. «dal punto di vista della carriera, ci sono molte possibilità per chi ha la giusta dose di ambizione e un forte spirito di sacrificio, poiché si deve essere disponibili a lavorare anche nei weekend e nei periodi festivi, che coincidono con i momenti di massima affluenza della clientela. Non è indispensabile essere laureati, anche se la laurea inizia a rappresentare sempre più un requisito preferenziale». a dirlo è Fabrizio Travaglini, responsabile della Divisione Retail di Page Personnel (società che si occupa di selezione delle risorse umane.–br–per fare solo un esempio, secondo i dati dell’ ultima indagine di Page Personnel, in Lombardia, le figure del capo reparto e del direttore di negozio sono le più ricercate del settore vendite, registrando rispettivamente il 40% e il 30% delle richieste; da segnalare anche le ricerche di personale per i ruoli di Visual Merchandiser e di Buyer/Category Manager, che insieme raggiungono il 10%. I comparti in cui c’è maggiore domanda sono: il tessile, la moda, il calzaturiero, l’arredamento e il bricolage. L’espansione del settore è dovuta principalmente alla diffusione dei centri commerciali e all’ingresso di nuove realtà internazionali, oltre che all’espansione e alla crescita di nuove ed interessanti realtà a livello nazionale.
Le tappe della carriera nel settore retail dalle competenze di base del commesso (assistenza ai clienti, collocazione dei prodotti e apertura e chiusura del punto vendita) si può passare a rivestire incarichi di maggiore responsabilità. In base alle dimensioni del punto vendita, il percorso professionale è articolato in diversi passaggi: commesso, allievo caporeparto, caporeparto, vicedirettore e infine direttore di negozio. l’allievo caporeparto, ad esempio, figura molto richiesta nelle grandi catene di distribuzione multinazionali, gestisce team di 4 o 5 persone. Il caporeparto risponde generalmente al direttore di punto vendita (nelle realtà dove non è presente la figura “intermedia” di Capo Settore) e, sulla base delle politiche aziendali, gestisce a livello commerciale ed economico il proprio reparto, mettendo in atto oculate politiche di prezzo, adeguate pratiche di assortimento e opportune campagne promozionali. Il suo range retributivo varia dai 25.000 ai 28.000 euro lordi all’anno.
capacità e competenze del direttore di negozio «Il direttore di negozio, o store manager, si relaziona direttamente con l’area Manager e amministra un fatturato che può superare i 10 milioni di euro», spiega Travaglini. «Viene valutato sulla base del raggiungimento degli obiettivi di fatturato e dell’ottimizzazione delle performance (allocazione delle risorse, tutela del patrimonio ecc…). Lo store manager si occupa della gestione dell’immagine e dell’organizzazione delle azioni commerciali e promozionali. Tra i suoi compiti ci sono il supporto, il coordinamento e la formazione del team di vendita in modo che questo sia pronto non solo a rispondere efficacemente alle esigenze del cliente, ma anche a prevedere gli orientamenti del mercato. E’ responsabile del rispetto delle direttive aziendali in merito alla sicurezza sul lavoro degli operatori. Lo store manager deve avere capacità di leadership, di visual merchandising e di analisi dei dati di mercato. Inoltre, la conoscenza fluente di una o più lingue è un requisito preferenziale soprattutto nelle realtà multinazionali”. Il range retributivo di questa figura professionale varia dai 25.000 ai 35.000 euro lordi all’anno.
chi vuole candidarsi a uno dei ruoli del settore retail per i grandi brand del settore, dalla moda al bricolage, può collegarsi al sito Page Personnel e nella divisione retail inserire il suo cv e proporsi sia per una prima esperienza come commesso che per un ruolo più professionalizzato.