posso solo segnalarvi un blog oggi? mi sembra interessante. l’autrice è una donna, Marta responsabile delle risorse umane di un’azienda del novarese, nonché mamma di 3 pargoli. i suoi post mi sembrano molto interessanti. date un occhio a http://tribalskills.blogspot.com/
il post che mi ha colpito in particolare riguarda il talento e la responsabilità delle imprese nel fare emergere quello dei suoi dipendenti.
leggetelo un po:
«Siamo davvero certi che il talento sia prerogativa tanto rara come si dice; oppure è una qualità, nascosta ai più, che però tutti possediamo? E se dunque ipotizziamo che ciascuno abbia almeno un talento da spendere in azienda, in che ruolo è necessario che l’HRM si ponga? Mi pare che la sua missione diventi allora non tanto dissimile da quella dell’Educatore che scopre e mette in luce l’uomo in potenza liberandone la forza creativa. Certo una bella responsabilità e cosa sicuramente non facile…»
che ne pensate?
di Sabrina Bussolati (è un’amica, una collaboratrice, un’esperta di comunicazione multimediale. ospito il suo post sull’intelligenza emotiva con grande piacere. leggetelo anche voi)
le aziende lo sanno. chi sa gestire le emozioni è un buon talento. e non è un caso che tre aziende abbiano scelto di sponsorizzare il primo insegnamento obbligatorio di Intelligenza Emotiva e Relazionale inserito nel piano di studi di una facoltà economica, la Facoltà di Economia della Università Carlo Cattaneo – LIUC di Castellanza. Sono Farmafactoring, leader in Italia nella gestione del credito verso le Aziende Sanitarie Locali e gli Ospedali; Instrumentation Laboratory- Werfen Group, che opera nel settore della diagnostica in vitro, e Randstad, multinazionale che si occupa di ricerca, selezione e formazione di Risorse Umane. una partnership che testimonia la crescente sensibilità delle aziende nei confronti di una preparazione non solo didattica ma anche emotiva e relazionale delle risorse umane.
docente di questo insegnamento non convenzionale è Gian Maria Bianchi, che da oltre 15 anni si occupa di organizzazione aziendale e di formazione legata alle tematiche dello sviluppo personale, un’esperienza messa a frutto sia nel ruolo di professore che di autore del libro Buonlavoro. Esercizi di intelligenza emotiva (edito da Uni Service, è disponibile on line al prezzo di 13 euro sui principali bookshops della rete). –br–non è un corposo manuale universitario ma un agile libretto ricco di esercizi e spunti di riflessione, un’utile lettura anche nei momenti di relax. In 153 pagine il libro affronta proprio il tema della quotidianità operativa con l’obiettivo di proporre una visione del lavoro differente rispetto al punto di osservazione generato dalla consuetudine. Ogni capitolo propone, accanto a riflessioni psico-sociali ed esempi pratici, un vero e proprio percorso auto-formativo che il lettore può seguire autonomamente attraverso gli esercisti proposti, dedicati a chi lavora ma anche a chi – come gli studenti universitari – non sono ancora inseriti in un contesto professionale.
eh sì, anche noi che parliamo di lavoro qualche volta abbiam voglia di parlare di vacanze, di partire, di lasciare gli impegni di ogni giorno. ma naturalmente le vacanze a cui pensiamo noi sono vacanze studio, vacanze dove qualcosa finisci per impararlo (non preoccupatevi, però. quando penso alle mie di vacanze penso anche al relax quello vero). nel post di oggi, allora, vi voglio segnalare le proposte studio del Cts, il centro turistico studentesco. mi ha colpito in particolare il viaggio a Pechino con corso rapido (un’infarinatura, direi) di cinese. soggiorno in guest house, corso supplementare di tai chi (per una bella immersione nella cultura locale). naturalmente non mancano visite guidate alla città e ai dintorni. anche il prezzo mi sembra interessante: il costo di due settimane (senza volo però) parte da 680 euro. andatevi a vedere sul sito del Cts questa ma anche le proposte di campi studio con biologo al seguito per esempio sulle rotte dei delfini all’arcipelago della Maddalena o in Islanda con una guida ambientale. e a chi parte, buona estate!
Siviglia, Malta, Lisbona: sono le destinazioni degli stage organizzati da Aforisma all’interno del programma comunitario Leonardo Da Vinci per l’internazionalizzazione dei talenti. c’è tempo fino al 15 luglio per presentare la domanda di partecipazione al bando Allena-menti che prevede 13 borse di mobilità per uno stage di 3 mesi tra settembre e dicembre. l’obiettivo è quello di offrire a laureati disoccupati con pregresse esperienze lavorative di tipo precario e con un’età inferiore ai 35 anni, l’opportunità di conoscere, in una dimensione internazionale, nuove realtà socio-economiche e di acquisire nuove conoscenze nel campo della gestione delle risorse umane, del marketing e della comunicazione, dell’amministrazione e della finanza, per poi riproporle alle aziende locali, contribuendo in maniera significativa al loro sviluppo e aggiornamento.–br–per poter accedere alle selezioni, occorre inviare il Modello di candidatura presente sul sito, tramite raccomandata o con consegna a mano presso gli uffici di: Aforisma, all’interno del Centro di Cultura Giovanni Paolo II, in Via Umbria, 73100 Lecce o tramite fax al numero: 0832.216021. le prove, che si terranno a fine luglio nella stessa sede della Business School, consisteranno in un test linguistico-attitudinale per valutare la conoscenza della lingua richiesta dal Paese di destinazione e in un colloquio motivazionale individuale, anche in lingua, per verificare l’idoneità e il possesso delle competenze di base necessarie per affrontare l’esperienza all’estero, nonché la reale volontà di parteciparvi. chi supererà la selezione, prima della partenza, seguirà un corso di preparazione culturale obbligatorio che si terrà la prima settimana di settembre a Firenze presso la sede del partner di progetto, l’Accademia Europea di Firenze.
cioè l’economia del paese cresce. era un po’ questo il messaggio del convegno Uguaglianza e merito per la crescita economica e sociale, organizzato qualche giorno fa dalle Donne Manager di Manageritalia. era a milano e sono andata. certo si parlava di temi visti e rivisti: la diversity, il talento femminile. ma questa volta mi hanno colpito due relazioni–br–prima di tutto la relazione di Roberta Zizza della Banca D’Italia dal titolo Il contributo del lavoro femminile alla crescita economica. non è difficile immaginare che una maggiore occupazione femminile (e noi abbiamo il tasso di disoccupazione femminile più alto d’europa, anzi prima di noi c’è solo Malta) genera un maggiore gettitto fiscale. ma uno non ci pensa mai. se poi in famiglia ci sono due stipendi, la propensione al consumo aumenta. e una serie di compiti prima svolti dalle donne (come la cura dei bimbi o degli anziani oppure la gestione domestica) passano al mercato cioè vengono affidati ad altre donne e retribuiti. il risultato di tutto questo? secondo le rilevazioni della Banca d’Italia, se il tasso di occupazione femminile fosse uguale a quello maschile il Pil italiano crescerebbe del 21 per cento. che ne dite?
se parliamo poi di vantaggi per le aziende, l’altra relazione che mi ha colpito è stata quella di Renato Dorrucci di Mercer (consulenza risorse umane) in due punti in particolare: un uomo viene promosso per un sacco di ragioni, per i suoi titoli di studio, per l’anzianità, perché, che so, avendo studiato all’estero, è una risorsa su cui scommettere. le donne no. vengono promosse solo a fronte di risultati, performance, fatiche…. nessuno è pronto a scommettere su di loro ma solo se dimostrano, dimostrano, e dimostrano ancora, solo allora si può pensare a una promozione.
un altro punto della sua relazione riguardava gli stili di management: hanno analizzato quelli maschili e femminili. li hanno trovati molto diversi. ma hanno anche capito che nei corsi di leadership si tende a insegnare proprio quei tratti dello stile che sono più propriamente femminili. quali? la preferenza alle relazioni di gruppo piuttosto che i rapporti one to one, la migliore attenzione ai micorclimi aziendali, la tendenza ad automigliorarsi… ma allora perché mai non riusciamo mai a emergere?
su questi temi mi è appena arrivato in redazione un libro che penso sia davvero interessante (anche se, confesso) non l’ho ancora letto. si intitola Il fattore D, di Maurizio Ferrera (Mondadori). la tesi di fondo? fare largo alle donne e promuoverne l’occupazione è la più grande occasione per il nostro futuro. l‘Italia, senza rendersene conto, sta rinunciando a quello che recentemente si è rivelato essere il vero motore dell’economia mondiale. speriamo che tutti ne prendano atto
ragione e sentimento, razionalità e passione, vita personale e professionale. sono gli ingredienti dell’opera teatrale La Liquidazione, promossa da Cfmt e da Tieffe Teatro Stabile Filodrammatici. atto unico di Luciano Ziarelli, uno dei più noti esperti di formazione manageriale, ideatore del progetto Smile manager!, La liquidazione. Riflessioni di… fine stagione, tra ragione e sentimento vede un grande Andrea Brambilla, alias Zuzzurro (doveva essere Cochi Ponzoni ma ha avuto un problema di salute) nei panni di un manager che, al momento della “liquidazione”, nell’imminenza del congedo alla vita lavorativa, riflette su se stesso. quarant’anni di carriera, la pensione in arrivo, una nuova fase della propria esistenza da avviare e i ricordi della vita, anzi delle vite precedenti che cominciano ad affiorare: i colleghi, i capi, i collaboratori, le riunioni, le decisioni, le incertezze, le difficoltà, le soddisfazioni per i risultati raggiunti e poi ancora la famiglia, gli amici, i viaggi, le poesie lette, le musiche ascoltate e danzate. lo spettacolo sarà rappresentato a spoleto al festival dei due mondi, sabato 5 luglio–br–in questa bella riflessione su vita e lavoro si può riconoscere ognuno di noi, indipendentemente dal fatto di essere manager o no. lo spettacolo vedrà la sua prima rappresentazione al Festival dei Due Mondi ma girerà poi tutta l’Italia nel corso della stagione teatrale 2008 e 2009, toccando Roma, Bologna, Milano e altre piazze.
sempre sabato 5 luglio alle 17, a San Nicolò, ci sarà anche una conversazione su Ragione & Passione. Riscoprire la creatività attraverso l’intelligenza emotiva con Remo Bodei (Ucla University Los Angeles California), Elio Fiorucci, Luciano Ziarelli. modererà l’incontro: Armando Massarenti, vicecaporedattore “Domenica” de Il Sole 24 Ore. spettacolo e conversazione sono due dei componenti del progetto Intelligenza Emotiva, che si colloca all’interno dell’attuale dinamica di trasformazione della proposta teatrale sempre più attenta al presente e di una idea di “management umanistico” che intende superare i tradizionali strumenti di formazione manageriale, basati su una dimensione esclusivamente tecnica e quantitativa.
ideato da Yoox, uno dei più noti siti di fashion retail e dal Mip, la business school del Politecnico di Milano il primo master in e-fashion parte il 3 novembre prossimo. ne sentirete parlare qui su Style, perché siamo noi i media partner. il master coglie un momento di profondo cambiamento nel sistema moda Italiano in cui i più importanti brand del lusso e della moda si stanno muovendo rapidamente per sviluppare new business su Internet, ma non trovano ancora risorse formate in tale ambito. negli ultimi anni è sempre maggiore la presenza sul web dei principali brand icona della moda come Diesel, Dior, Emporio Armani, Gucci, Hermès, Louis Vuitton, Valentino: tutte aziende che dal sito istituzionale hanno successivamente inserito la parte di retail online. il settore e-commerce, del resto, ha registrato un forte incremento, come si può leggere dalla ricerca The State of Retailing Online 2008, condotta da Shop.org e Forrester Research: l’abbigliamento è la categoria a più alto tasso di crescita nel mondo online.–br–a questa prima edizione del master partecipano alcuni prestigiosi brand: Giorgio Armani, Diesel, Marni e Valentino, che hanno immediatamente colto la possibilità di incoraggiare i primi talenti dell’E-Fashion, offrendo ai migliori allievi del Master la possibilità di stage e inserimento successivo nelle aziende. il master universitario di II livello ha durata annuale e per questa prima edizione prevede un numero dei posti limitato a 40 persone. la qualità delle attività didattiche sarà supervisionata ed arricchita dal comitato scientifico del master composto da Mario Boselli, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, Umberto Bertelè, presidente della School of Management del Politecnico di Milano e del Consorzio Mip, Federico Marchetti, fondatore e amministratore delegato YOOX Group, e Andrea Ciccoli, partner di Bain & Co – Practice Moda. il costo del master è di 15.500 euro ma sono previste 4 borse di studio, 3 offerte da Yoox e una da Giorgio Armani. tutte le informazioni sono sul sito del Mip o di quello di Yoox.
ho appena ricevuto da Michael Page (ricerca e selezione di profili specializzati) i dati di una ricerca che conferma la tendenza a scegliere una donna nell’area Human Resources. «oggi il 70% della popolazione HR è donna e, a parità di mansione, in controtendenza con il mercato, i livelli retributivi sono equiparabili a quelli di un uomo». Lo dice Katiuscia Cardinali, responsabile della Divisione Human Resources di Michael Page. «è un fenomeno che interessa sia quadri e profili di middle management sia tutte le figure di funzione, dagli specialisti con responsabilità legate a una mansione specifica (es. Responsabile Formazione e Sviluppo) alle figure di massima responsabilità nell’ambito della direzione del personale». vorreste lavorare nel settore? abbiamo schiesto a Cardinali di dirci qual è il profilo giusto per entrarci. –br–ecco cosa ci ha risposto: «è abbastanza articolata la definizione del profilo ideale per chi opera nelle risorse umane, in quanto bisognerebbe definire le specifiche di ciascuna figura di specialista, nonché del profilo più ampio e complesso del responsabile della funzione. le candidature più appealing per il mercato hanno molto spesso una formazione accademica in discipline economiche o giuridiche e una consolidata esperienza di apprendimento e professionale sviluppata sul campo all’interno della Direzione Risorse Umane di contesti aziendali strutturati e di grandi dimensioni, spesso realtà multinazionali. nell’ambito della selezione delle figure HR, però, è spesso la persona che fa la differenza, in quanto non basta la preparazione tecnica, ma sono le attitudini comportamentali che costituiscono un plus. Devono poter garantire un ascolto attivo delle risorse in forza in azienda, empatia, problem solving e capacità di visione sul lungo periodo. Le doti caratteriali sono fondamentali, in quanto le figure inerenti all’area Human Resources hanno anche la funzione di trasmettere i valori aziendali e rappresentare l’anima dell’azienda stessa». una laurea è fondamentale nel mestiere? «La mancanza di un diploma di laurea può, in alcuni casi, essere sopperita da un’esperienza professionalizzante sul campo in aree specifiche di attività e da un costante aggiornamento, come per esempio nell’ambito dell’amministrazione del personale e delle relazioni sindacali». quali sono invece i master più interessanti per chi vuole specializzarsi? I master migliori perché accreditati e utile ai fini della creazione di contatti con aziende di prestigio sono l’Executive Master in Strategic Human Resource Management della Sda Bocconi di Milano, il master Risorse Umane Ipsoa e il master in Risorse Umane e Organizzazione dell’Istud
se volete candidarvi potete inviare la vostra candidatura sul sito di Michael Page, che, tra tante divisioni, ne ha una che seleziona proprio questi profili.
e prima di chiudere ecco una descrizione di tutti i profili di questo settore:
direttore risorse umane il ruolo del Direttore Risorse Umane oggi, ancor più che in passato, opera in simbiosi con i vertici aziendali, ha parte attiva nella definizione delle strategie e, gestendo un’attenta politica di valorizzazione del capitale umano, favorisce la crescita e la competitività dell’azienda. Oggi rappresenta una figura di grande responsabilità, in grado di costruire sia i destini dei talenti migliori che il successo dll’azienda. E le retribuzioni lo confermano: possono raggiungere i 150.000 € lordi annui.
hr manager
è responsabile del coordinamento e della direzione delle attività di gestione, sviluppo e motivazione delle risorse umane presenti in azienda e racchiude operativamente le varie figure di specialisti di funzione, dalla predisposizione e realizzazione delle politiche strategiche di gestione del personale in termini di definizione delle politiche retributive e dei sistemi premianti, all’elaborazione dei piani di carriera sulla base degli obiettivi aziendali o dei sistemi di valutazione della prestazione e del potenziale fino alla definizione delle politiche di intervento formativo piuttosto che la verifica dei costi del personale o elaborazione del budget. la retribuzione parte dai 50mila euro lordi l’anno di chi è alla prima nomina fino ai 90mila
gestione e amministrazione del personale
si tratta di un’attività operativa che riguarda la gestione del payroll (le buste paga) elaborato internamente o in outsorcing, gli adempimenti fiscali e amministrativi e tutte le tematiche aziendali inerenti la materia giuslavoristica. la retribuzione varia dai 40mila euro lordi ai 60mila.
selezione-formazione-sviluppo
quest’area, di appannaggio prevalentemente femminile, ha il compito di individuare i migliori talenti del mercato, oltre che far emergere e formare i talenti interni, occupandosi della gestione delle carriere attraverso lo sviluppo e interventi formativi. la retribuzione parte dai 45 mila euro lordi ai 70.000
compensation & benefits
è la funzione che definisce la politica retributiva aziendale, i sistemi premianti e benefit, al fine di incentivare il miglioramento delle prestazioni dei dipendenti. anche qui la retribuzione varia dai 40 mila ai 60mila euro lordi l’anno.
continua il nostro appuntamento con la nostra super esperta in risorse umane. Il tema questa volta è la proattività (finalmente qualcuno ci spiega cos’è). leggete un po’…
«Uno dei “desiderata” che si sentono più di frequente da parte delle aziende è la proattività, una competenza trasversale. Le competenze trasversali sono quelle che trasversalmente possono interessare tutti i tipi di settori e di ruoli perché non fanno parte delle competenze tecniche specifiche ma si ritiene che, con un peso diverso a seconda dei ruoli, possano condizionare la buona riuscita a 360° di un ruolo. Ma cosa significa proattività cha fa tanto slogan e a volte sembra solo quello? a parte andare su wikipedia o affini ed erudirsi sulle definizioni, cosa vogliono davvero le aziende che ne fanno richiesta?–br–Qualsiasi sia il percorso da cui si proviene, ingegneri e artisti, con master o diploma, donne e uomini, dai più giovani e ai più senior siamo chiamati ad agire. In questo caso agire non sta nell’atto di compiere le mansioni associate al nostro ruolo (che a volte è un po’ reagire) ma significa essere promotori dell’azione. E qui alcuni di voi si chiederanno cosa c’è di strano, esiste davvero chi non abbia questa attitudine? Qui sta l’ingenuità di noi lettrici del blog di Nicoletta, che tutto possiamo essere ma non inerti. A volte ci immaginiamo tutti uguali ed è qui che sbagliamo, ad immaginarci tutti pronti a scattare e proporre a destra e manca. Il mondo non è fatto di queste persone, ma è pieno di elementi che attendono le 5 per timbrare il cartellino magari attoniti dinnanzi al timbratore. Noi che siamo diversi perché non ci lamentiamo solo della situazione ma cerchiamo di proporre dei risultati per cambiare lo stato delle cose, siamo proattivi. Non siamo dei meri esecutori ma da deduzione, induciamo! Ho appena visto un ragazzo a colloquio che alla domanda: immagina che oggi sia il tuo primo giorno di lavoro, cosa hai nella valigia lì pronto da farci vedere e cosa prenderai dal nostro baule/bagaglio di esperienze? lui mi ha risposto che ci porta l’inventiva e la creatività, evviva!! Attenzione a non confondere la proattività con l’azione continua e compulsiva senza freno, che va contro all’immaginario dell’azienda! Non perdete la consapevolezza, e se non la avete cercate di acquisirla in qualche modo, del sapere quando farvi sentire e scegliere il momento opportuno per farlo, altrimenti il contenuto è vano». Mrs Half Sixty
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Mrs half sixty
se sei una mamma che lavora e hai un bimbo piccolo piccolo, ho una notizia per te. a settembre apre a milano One To Three, il primo asilo nido in lingua inglese che utilizza uno dei metodi pedagogici più premiati al mondo, il cosiddetto "Reggio Approach". l’hanno inventato dalle parti di Reggio Emilia negli asili comunali ed è stato esportato in tutto il mondo, soprattutto in America. sono andata stamattina alla presentazione e la cosa mi ha davvero colpito. –br–mi ha colpito perché conosco da qualche rapida lettura di quotidiano il "reggio approach" premiato dal Newsweek Magazine come metodo più all’avanguardia nella pedagogia d’infanzia per il suo modo di mettere in primo piano il bambino e le sue esigenze, per il suo modo di far leva sulla sua creatività, e soprattutto per essere un metodo in continuo e costante aggiornamento. ma mi ha colpito anche per il tema lingua: voi lo sapete, io ho una bimba di 4 anni e mezzo e non vorrei mai che facesse la mia stessa fatica per imparare l’inglese. tutti dicono che iniziando da piccolissimi una lingua si impara quasi come madrelingua. purtroppo lei è troppo grande per andare lì, altrimenti…
per ora il primo nido apre a milano, in viale Premuda, per una 50ina di bambini ma il progetto prevede l’apertura di altre sedi in altre città d’Italia, Roma per prima. chi vuole saperne di più può andare sul loro sito.
dimenticavo di dirvi due parole su chi propone questa bella iniziativa imprenditoriale: due mamme hanno la maggioranza della società che si chiama Kids in progress. sono Antonella Manuli, imprenditrice (è nel cda della Manuli Rubber Industries ed è stata presidente operativo delle Terme di Saturnia). E Caroline Tavenas Attolico, di orgini francesi libera professionista, (ha lavorato nel marketing e nell’amministrazione nel settore editoria e lusso sia a Parigi sia a Londra). il 30 per cento delle quote della società invece è nelle mani di Coopselios e Progettare 06 che progetta e gestisce 41 asili nido e scuole d’infanzia in Italia.